Ceccano: i sostenitori di Caligiore e Ruspandini inneggiano a Erich Priebke. Vergogna!

post adinolfi priebke

Chi ha visto questo post sui social e non si è preoccupato di condannarlo pubblicamente e prenderne le distanze, è colpevole al pari di chi lo ha diffuso. In primis il sindaco della città di Ceccano Roberto Caligiore e il vice sindaco Massimo Ruspandini, che a questo punto hanno il dovere morale di riparare all’accaduto, chiedendo publiche scuse ed espellendo simili sostenitori da tutte le loro liste!

Non avendo certe amicizie sui social, sono venuto a conoscenza di ciò soltanto alcune ore fa.

Ritengo che la città di Ceccano, che ha dato i natali a Luigi Mastrogiacomo, barbaramente trucidato nelle Fosse Ardeatine, non possa accettare che uno dei più stretti attivisti e collaboratori dell’amministrazione Caligiore, nonché candidato in una delle sue liste, condivida su uno dei social network più diffusi, notizie simili che innegiano ad un lurido boia nazista, che arrivano a conquistare perfino un certo numero di “apprezzamenti”, coinvolgendo e deviando decine di giovani della nostra città.

Personalmente, attraverso le pagine di questo blog, mi attiverò sin da ora informando il Prefetto di Frosinone e tutte le Autorità competenti, affinché nei confronti di simili iniziative vengano intraprese le dovute iniziative, volte a contrastante un fenomeno sempre più preoccupante: l’insorgere di un sempre più diffuso neo nazi-fascismo!

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Ceccano: nel giorno della memoria si menziona la presa di Fiume, non l’Olocausto!

federica aceto post 27 gennaio

L’idea malsana di sostituire il giorno della memoria con una commemorazione più autarchica prende il sopravvento nella città di Ceccano, dove non un consigliere comunale qualunque, ma la delegata alle politiche giovanili e presidente della Commissione Cultura, il giorno 27 gennaio è venuto in mente di postare sui social non la foto di un campo di concentramento, ma il ricordo del trattato di Roma del 1924.

Se a questo aggiungiamo la sua assenza e quella di tanti altri esponenti di Fdi, del vicesindaco Ruspandini prossimo alla candidatura al Senato, nonché dell’assessore alla cultura, alla premiazione degli alunni delle classi terze dell’Istituto Comprensivo Ceccano 2, il giorno 24 gennaio, relativamente alla XVI edizione del concorso nazionale “I Giovani Ricordano la Shoah”… se a questo aggiungiamo che il 27 Gennaio il Comune di Ceccano non ha organizzato alcuna commemorazione e patrocinato alcuna iniziativa in ricordo dell’Olocausto, il dubbio comincia a prendere sempre più una forma consistente.

E con la diffusione sui social del post che liberamente si è sentita di condividere, senza rendersi minimamente conto del ruolo istituzionale che ricopre, circostanza che negli ultimi mesi le sta sfuggendo un po’ troppo di mano, dopo la risata divenuta celebre nei confronti delle offese sessiste, pronunciate alla sua collega Manuela Maliziola, ecco che inscena il ruolo di attrice drammatica, per cui avrebbe forse una propensione migliore della politica. E così scrive a quanti hanno condiviso il suo post per sottolinearne la follia, asserendo frasi del tipo: “sono giovane, mi sono sbagliata, ma non sono fascista”.

Ecco la Aceto ha una sola possibilità. Dimostrare concretamente di non essere fascista, dichiarando il proprio antifascismo, chiedendo scusa ed organizzando iniziative concrete in ricordo dell’Olocausto, contro le leggi razziali nazi-fasciste!

Quello che però posta sui social, insieme all’ormai noto esercito del suo capo Ruspandini (un esercito che insulta gratuitamente e ricopre di fango ogni persona che si dissocia liberamente dal loro operato…), sembra dimostrare il contrario, con cuori neri e saluti romani compresi… ma certamente, come asserisce Veneziani, quei tipi di saluti sono più igienici!

E consentire l’elezione di Massimo Ruspandini al Senato, vuol dire portare in Parlamento tutto ciò!

 

federica aceto saluto romano e cuore nero

Ceccano: le offese sessiste sono l’emulazione di altri comportamenti… in primis del Sindaco

antifascisti

Le scuse per giustificare la frase sessista e scurrile pronunciata nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Ceccano, non bastano.

Anche perché non si può colpevolizzare solo ed esclusivamente colui che materialmente ha pronunciato quella frase.

Ma ancor più non bastano se giungono con dei distinguo.

Gli altri protagonisti della vicenda, infatti, sono e restano i colleghi di maggioranza che hanno riso, prendendosi gioco non solo di una persona assente in sala e dunque incapace di potersi difendere, ma della credibilità intera dell’istituzione comunale e coloro che come Ponzio Pilato, se ne sono lavati le mani, prendendo meno le distanze dall’accaduto e non pretendendo nell’immediato le scuse.

Ma il protagonista principale di questa ondata di fenomeni culturalmente barbari che sta contraddistinguendo il Comune di Ceccano negli ultimi tempi, è e resta il sindaco Caligiore.

E’ stato proprio lui, infatti, con quel suo comportamento arrogante ed irrispettoso nei confronti dei suoi avversari e di chi in generale non la pensi come lui a dare il via libera ad una serie di episodi sfociati nella recente esclamazione del consigliere comunale della lista “Noi per Ceccano”.

La frase sessista, infatti, è solo l’ultimo episodio accaduto nel consiglio comunale di Ceccano, dove già nei mesi scorsi altri comportamenti altrettanto maleducati e violenti, commessi dal sindaco Caligiore in persona, hanno portato ed un accessivo permessivismo del Presidente del consiglio comunale, del tutto incapace di gestire l’assise, nonché alla loro emulazione.

Mi riferisco in modo particolare al gesto compiuto dal sindaco Caligiore qualche consiglio comunale fa, quando nel corso di un confronto con la minoranza, di cui fu protagonista sempre la consigliera Manuela Maliziola, prese in mano un plico di fogli e li gettò in aula, abbandonando poi la stessa.

Ed ancor prima di ciò, un altro grave episodio avvenne con le dichiarazioni gravissime di un consigliere comunale, inneggianti all’anniversario dell’occupazione della Polonia da parte delle truppe naziste tedesche. Vicenda sulla quale il Caligiore riuscì a far calare il silenzio, con l’aiuto della stampa “amica”, invece di cacciare a pedate l’autore di una simile e vergognosa affermazione pubblica.

Che il sindaco Caligiore abbia perso la testa, montandosela forse un po’ troppo, credendosi di potersi permettere qualsiasi tipo di comportamento, è ormai opinione consolidata tra molti cittadini di Ceccano e suoi ex elettori. E forse, chissà, non sbaglia il consigliere comunale del Pd, Giulio Conti, ad etichettarlo “ducetto”.

Ma se davvero Caligiore ha scambiato l’ente pubblico del Comune di Ceccano per la caserma di Bolzaneto, allora è tempo che qualcuno la testa glie la rimetta davvero sulle spalle.

Quanto accaduto nel corso dell’ultimo consiglio comuanle, dunque, non può e non deve essere sminuito per passare infine inosservato. Il tutto con l’aiuto di qualche collaborazionista improvvisato dell’ultima ora.

Occorre una mobilitazione di massa delle coscienze e di tutti coloro che hanno a cuore, oltre che il rispetto per le donne, la democrazia ed il vivere civile, in un paese che sta deviando pericolosamente verso l’indottrinamento alla cultura fascista, di cui questa generazione di amministratori, in gran parte sembrerebbe esserne pericolosamente e perdutamente innamorata.

Ceccano: un consiglio comunale volgare, sessista e che odia le donne…

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Quali valori sta trasmettendo l’amministrazione Caligiore ai giovani?

Mi ponevo questa domanda mentre ragionavo sul titolo da dare a questo mio scritto e francamente trovo che ci sia poco da ridere…

Le risposte sono molteplici, ma tra le molteplici negatività, ciò che fino a qualche giorno fa mancava all’appello era quell’istinto discriminatorio verso le donne, il sessismo e quel maschilismo frutto di una sottocultura barbara e fascista.

Non starò qui a fare il nome del consigliere comunale che sorridendo a bocca piena, forse perché già con il panettone tra i denti, ha vomitato una delle affermazioni più squallide e violente che mai, da quando frequento la sala del consiglio comunale di Ceccano, mi era capitato di udire prima.

I nomi che farò, invece, sono quelli del presidente del consiglio comunale Corsi, che non ha prontamente interrotto il suo collega e chiesto scusa per quanto da egli pronunciato in totale disprezzo del genere femminile, associandosi al contrario alle risate di qualcuno, e del sindaco Caligiore.

Evidentemente sulle donne la pensano esattamente allo stesso modo.

Mi dispiace, però, aver notato che anche le donne presenti nel consiglio comunale, a partire dalla segretaria generale, e che compongono l’amministrazione Caligiore, non abbiano prontamente preso le distanze e per questo difeso la consigliera comuanle Manuela Maliziola, per l’attacco ignobile dalla stessa subito.

Un attacco che nulla aveva di politico, frutto soltanto di una pochezza culturale che vede ancora taluni soggetti arrogarsi il diritto di superiorità nei confronti delle donne.

Ma forse da queste signore, più che al servizio della politica sarebbe meglio precisare al servizio di qualche loro padrone che le comanda a bacchetta, come schiave per l’appunto, nulla di diverso ci si poteva aspettare… nemmeno la difesa di una persona del loro stesso sesso, barbaramente discriminata, in diretta streaming, per quel particolare che contraddistingue ogni donna nella sua età fertile.

E non c’è da stare qui ad invocare l’intervento de le femen, ma di agire concretamente contro questa ondata di cultura barbara, discriminatoria e fascista, messa in atto dall’amministrazione Caligiore e dalla sua anarchia del potere.

Ceccano: fusti interrati ed inquinamento da olio che avrebbe raggiunto Priverno. Situazione ambientale da chiarire con urgenza.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, a partire dal minuto 02:30:00, un assessore comunale si è lasciato andare a dichiarazioni che metterebbero in evidenza una situazione ambientale ancor più grave di quella che fino ad ora avevamo ipotizzato, dovuta a suo dire a: – “l’esistenza di migliaia di fusti interrati presso un’ex area industriale di Ceccano”; – “l’olio versato dalla ex Clipper (ora Viscolube) che sarebbe arrivato nel territorio di Priverno”. A fronte di queste dichiarazioni rese note da un membro della giunta comunale di Ceccano, chiedo al sindaco Caligiore: – tali fatti sono stati riportati nel testo dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica? – l’ordinanza di divieto di utilizzo dei pozzi, nell’area adiacente nel limite di 500 metri di distanza dal sito industriale dell’attuale Viscolube, sarà estesa a fronte delle dichiarazioni rese note dall’assessore, secondo cui l’olio sarebbe arrivato nel territorio comunale di Priverno? La Procura della Repubblica di Frosinone approfondirà quanto reso noto pubblicamente dall’assessore?

Ceccano: in anteprima i risultati del monitoraggio dell’Arpa presso la scuola di via Passo del Cardinale

Ancor prma dell’amministrazione comunale Caligiore, che dovrebbe pubblicare sul proprio sito internet istituzionale, tutte le notizie concernenti questioni ambientali, in modo particolare risultati di analisi e campionature, e che avrebbe dovuto avere la stessa a disposizione già per il consiglio comunale svoltosi nella giornata di ieri, vista la tematica trattata, pubblichiamo su questo blog la relazione dell’Arpa in merito al monitoraggio effettuato, a seguito della costante presenza odorifera riscontrata nelle scorse settimane da centinaia di persone e la necessità di evacuare e chiudere il plesso scolastico di via Passo del Cardinale.

La relazione dell’Arpa è composta da circa 40 pagine, nelle quali viene fatta un’analisi non solo in merito ai risultati forniti dalla campagna di monitoraggio, ma anche attraverso un approfondimento e studio dei venti, nonché un’analisi sulla vicinanza della scuola, in linea d’aria, a diverse attività menzionate dall’Arpa stessa, già nelle pagine 5 e 6 del documento, di scui si allega anteprima.

relazione arpa pag. 5

relazione arpa pag. 6

L’intero documento è invece scaricabile cliccando sul seguente link:

relazione Arpa – Passo del Cardinale

 

Ceccano: assessore augura il suicidio agli avversari politici. Non è un caso isolato…

La notizia è di quelle che stanno facendo il giro del web, lasciando senza parole coloro che leggono. Personalmente non ne sono rimasto molto sorpreso.

Ricordo che era una mattina della scorsa estate. Alcuni amici mi inviano le schermate di ciò che era stato scritto, in maniera offensiva, contro la mia persona.
A forza di leggere, ad un certo punto, mi misi a piangere. Mi domandavo cosa avessi fatto per meritare tutto quel carico di odio, quelle diffamazioni…
La risposta era una soltanto: avevo scritto un articolo, come tanti che in passato avevano riportato la mia firma.

Ho vissuto sulla mia pelle, un carico di odio e veleno altrettanto forte e smisurato, al punto tale da essere costretto a sporgere formale denuncia presso le Autorità competenti, dopo mesi e settimane intere di insulti di ogni tipo, elevatisi a potenza in seguito alla mia inchiesta sulla carenza idrica ed ai rifornimenti perpetrati dalla protezione civile locale, per mezzo di una camionetta per spegnere gli incendi, utilizzata per non dare troppo nell’occhio, per i rifornimenti presso l’abitazione del sindaco.

Un carico di odio e di veleno che portò anche qualche “bravo”, sostenitore dell’attuale amministrazione comunale (inviato da chi?), a tentare di intimorirmi con delle vere e proprie minacce di “una lezione”, che sarebbe dovuta avvenire in una pubblica strada di Ceccano (chissà, forse per restare da esempio per altre persone che avessero intenzione di contestare l’operato amministrativo del sindaco).

Un carico di odio e di veleno, pronunciato anche da qualche consigliere comunale, che, stranamente, dopo che i Carabinieri hanno provveduto a convocarlo per le formalità di rito, come l’elezione del domicilio, ha cancellato la sua pagina personale facebook per tentare di far sparire ogni traccia, forse perché aveva avuto modo di leggere anche qualche stralcio della denuncia da me presentata?

Un carico di odio e di veleno pronunciato, infine, anche dal famoso “esercito” a sostegno del sindaco di Ceccano, più volte decantato dal vice, Massimo Ruspandini.

Questo carico di odio ha un nome ben preciso: fascismo!

E la natura del fascismo la si comprende davvero soltanto quando la si subisce!

Ma se il nostro è davvero uno stato democratico, forse è il momento in cui chi di dovere debba intervenire seriamente, per scongiurare il peggio.