Ceccano: perché Caligiore mente sui veri motivi che hanno portato al riordino della differenziata?

differenziata

I motivi che hanno portato al riordino del calendario della raccolta differenziata, sono strettamente collegati all’assunzione di ben 10 persone e non alla capacità dei cittadini di saper fare o meno la raccolta differenziata.

I ceccanesi, messi alla prova fin dal 2011, dalle precedenti amministrazioni comunali, che avevano svolto assemblee di quartiere e distribuito materiale informativo, sono riusciti a portare la raccolta differenziata ad una percentuale che ha sfiorato il 70%.

Ed a Ceccano il problema della raccolta differenziata non si è mai posto. L’unica polemica fatta al calendario di raccolta, era stata quella di estendere il ritiro dell’umido a 3 volte a settimana su tutto il territorio e non solo al centro storico.

Ora si è deciso di ridurre i giorni di raccolta, portandoli da 6 a 4, di ritirare l’indifferenziato una sola volta a settimana e di ritirare la carta e la plastica ogni 15 giorni.

Perché?

I motivi sono ben chiari e non sono quelli espressi dal sindaco Caligiore e dai consiglieri comunali della sua maggioranza nel corso della seduta del consiglio dello scorso giovedì.

I motivi, come già introdotto, non sono legati alla capacità dei ceccanesi di saper differenziare, ma strettamente collegati all’obbligo della nuova ditta aggiudicataria dell’appalto, di assumere 10 persone, la cui selezione come avverrà ed in base a quali criteri? Ci ritroveremo con candidati delle liste di Caligiore assunti, come del resto già accaduto con candidati a cui sono stati assegnati incarichi professionali e commesse?

E’ evidente, infatti, che una ditta che dovrà farsi carico di assumere 10 persone, oltre al proprio personale già operante, andrà incontro a spese contabili elevate, per la corretta regolarizzazione degli stessi, le coperture assicurative e contributive ai fini previdenziali

E come ammortizzare queste spese se non con la riduzione del servizio “porta a porta”, spingendo i ceccanesi a portare essi stessi i rifiuti differenziati presso l’isola ecologica?

La plastica è il rifiuto maggiormente prodotto a Ceccano. Lo dicono i dati statistici, per altro contenuti nel progetto deliberato dalla giunta Maliziola, firmato dal dirigente di settore, e premiato dall’amministrazione provinciale con un finanziamento di circa 250mila euro.

Perché, dunque, il rifiuto maggiormente prodotto si sceglie di raccoglierlo una volta ogni 15 giorni insieme alla carta?

La risposta è semplice: perché è uno dei rifiuti che impegnerebbe di più nel ritiro la società aggiudicataria del servizio (sia in termini di “manovalanza” che nel numero di mezzi), ed ancora, perché essendo la sua produzione eccessiva, visto anche l’ingombro che causerebbe nelle singole abitazioni, in maniera direttamente proporzionale costringerebbe i cittadini a portare essi stessi la plastica (e di conseguenza anche altri rifiuti), presso il centro di raccolta, pur di sbarazzarsene il prima possibile.

Dunque Caligiore starebbe attuando soltanto un primo passo di una grande e più complessa riforma che potrebbe vedere anche scomparire del tutto il servizio di ritiro “porta a porta”, costringendo i ceccanesi a recarsi in prima persona a depositare i rifiuti differenziati presso l’eco-centro?

Infine, il nuovo calendario di raccolta penalizzerà pesantemente tutti gli amanti degli animali, che vivono in casa con cani, gatti ed altri animali domestici, i cui bisogni, potendo essere ritirati soltanto una volta la settimana, provocheranno due reazioni: la prima, quella dei meno arrendevoli, porterà i cittadini a recarsi di nuovo presso l’eco-centro. La seconda, invece, sarà causa di una crescita esponenziale dell’abbandono degli stessi, con una conseguente crescita anche del fenomeno del randagismo, argomento per altro mai affrontato dall’amministrazione Caligiore.

Ceccano: metà consiglio comunale chiede lumi sulla “delibera bavaglio”

Ben 8 consiglieri comunali, la metà esatta dei presenti in consiglio, hanno presentato questa mattina una richiesta di consiglio comunale urgente sulla delibera 66, nota ai più come “delibera bavaglio”, per il suo tentativo di limitare le libertà di pensiero e opinioni altrui, garantite dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

La vicenda apre inoltre un ulteriore dibattito politico sui numeri necessari per garantire una maggioranza stabile, che il Sindaco non ha più!

Si riporta di seguito il testo completo della richiesta di consiglio.

Ceccano: il Comune ritira una determina sulla raccolta differenziata. Lapsus freudiano o inesperienza amministrativa?

Affidato con una determina (n. 76 del 22/03/2017), alla società Gea, il compito di attuare il progetto di raccolta differenziata finanziato dalla Provincia.

Ma la determina non si poteva fare, perché il bando di assegnazione del servizio non è stato ancora espletato, e dunque non si è in grado di sapere quale società, se ancora la Gea o un’altra, risulterà aggiudicataria.

Così, il Comune di Ceccano, con una nuova determinazione (n. 77 del 24/03/ 2017), ha dovuto provvedere al ritiro della precedente.

Quanto accaduto testimonia la fase di totale confusione politico-amministrativa che si stia respirando in questo momento nella cittadina dei Conti.

E gli amministratori, troppo impegnati con la delibera “bavaglio”, a cercare cittadini da denunciare, non si stanno rendendo conto di conbinarne, giorno dopo giorno, una più grossa dell’altra, mandando in confusione perfino i dirigenti.

Su quanto accaduto, invece, alcuni ipotizzano che sarebbe già certa l’aggiudicazione della stessa Gea e dunque l’errore prenderebbe la forma di un “lapsus freudiano”…

Tempo al tempo.

Ceccano: A Caligiore non piacciono le critiche. Votata una delibera “bavaglio”?

art. 21 costituzione

I ceccanesi, a partire dallo scorso 21 marzo, dovranno fare attenzione ad esprimere giudizi politici, specie sui social network, e più in generale sul web, circa l’operato amministrativo dei governanti della città, poiché potrebbero ritrovarsi a rispondere ad una denuncia penale per diffamazione.

Il Sindaco Caligiore ed i rappresentanti della sua maggioranza, infatti, intendono tutelare la loro immagine e reputazione nelle sedi competenti, sostenendo che le critiche (anche quelle civili del confronto politico?), possono minare il buon andamento dell’amministrazione comunale.

Una dichiarazione forse un tantino esagerata, e che troverebbe maggiore fondamento in quella grande ed angosciante paura della perdita del consenso, con la conseguente consapevolezza di un conto alla rovescia verso la sconfitta politica, che presto o tardi per Caligiore arriverà.

In un paese democratico, infatti, il consenso che può avere una coalizione politica di governo, incrementa o diminuisce a seconda dell’operato che viene concretamente portato avanti dagli stessi governanti e non da chi lo critica.

Giornali, o blog di informazione, che sollevano questioni politiche, contribuiscono, sulla base di atti e documenti, a sviluppare un certo dibattito. Ma sono gli atti amministrativi, le frequentazioni, lo stile di vita, i comportamenti assunti e le dichiarazioni rese note nel corso dei consigli comunali, in diretta streaming, che portano l’elettore a giudicare, attraverso il voto democratico, la conferma o la bocciatura per gli stessi.

La tesi che chi critica mina il buon andamento di un’amministrazione, o di un governo, si rivela fantasiosa a tal punto da meritare uno studio approfondito, magari di qualche ricercatore universitario.

Sarebbe come sostenere, tanto per citare qualche esempio, che il consenso di Mussolini non sia calato per l’autoritarismo instaurato, il confino agli oppositori,  le leggi razziali o l’ingresso dell’Italia in guerra, ma per colpa delle lettere che Antonio Gramsci scrisse dal carcere.

Sarebbe come sostenere che il consenso del governo Berlusconi sia sceso tra gli italiani per gli articoli di qualche preciso giornale (che si può scegliere liberamente di non acquistare o leggere), e non per le ambigue vicende in cui molti dei suoi esponenti si ritrovarono coinvolti.

O ancora, che la diffidenza degli italiani nei confronti dei politici, durante la stagione “mani pulite”, sia comunque una colpa attribuibile a coloro che ne divulgavano notizie a mezzo stampa e non dei diretti interessati, coinvolti nelle richieste di tangenti, dalle indagini e rinvii a giudizio della Magistratura…

Così, la delibera 66 del 2017, votata dai 4/6 della Giunta Caligiore, pone inevitabilmente questioni che sono alla base dei principi di un Paese democratico.

E’ una delibera legittima dal punto di vista costituzionale, visto che l’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana recita testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”?

E’ una delibera autoritaria che vuole reprimere la libertà di pensiero e di opinione?

Il dovere di un pubblico amministratore, non è quello di tutelare la sua comunità? E come tutela la sua comunità un amministratore che intende perseguire penalmente il pensiero altrui non coincidente con il proprio? o che addirittura vorrebbe perseguire quel pensiero che non è stato ancora espresso e ritiene per questo necessario vigilare, affinché ciò non accada, salvo immediati provvedimenti?

E’ doveroso, poi, contestualizzare questo atto amministrativo alla fase amministrativa che il Comune di Ceccano sta attraversando.

E’ proprio quest’ultima, infatti, a rivelare, dal punto di vista politico, il periodo di grande debolezza del Sindaco, passato da una maggioranza solida ad una maggioranza sul filo del rasoio.

In questa fase politico-amministrativa, Caligiore non può permettersi neanche le assenze giustificate dei consiglieri comunali che compongono la sua maggioranza, poiché l’opposizione rischierebbe di sovrastarlo numericamente nel corso di una votazione nell’assise. Al contrario, ogni forza politica che compone la sua maggioranza, può invece permettersi il lusso di tirargli la giacca, ora da una parte, ora dall’altra, per spuntarla su una determinata linea politica o programmatica, a seconda delle proprie esigenze, e nel caso in cui la stessa non dovesse essere accolta, si potrebbe ricorrere anche al “tutti a casa”, con il contestuale arrivo del commissario prefettizio.

La delibera 66/2017 rappresenta, dunque, anche il ritratto psicologico di una maggioranza verso il tramonto, che ha maturato la consapevolezza del crollo del suo consenso tra l’elettorato, e che, in una fase di anarchia del potere, ha paura dell’arrivo del suo epilogo, come sempre inesorabile, per tutti, per ogni cosa, su questa vita terrena.

Naturalmente, su questo blog, il sottoscritto continuerà a scrivere, senza alcun timore e scacciando via ogni tentativo di intimidazione, anche sull’operato politico amministrativo del Sindaco Caligiore a Ceccano. Il tutto nel rispetto delle persone, delle Leggi e dei principi fondamentali garantiti dalla Costituzione.

Potrei sentirmi chiamato in causa in prima persona dal contenuto di questa delibera, ma forse è stato più il pensiero personale e l’aspirazione di qualcuno che l’ha votata.

Ceccano: 8 consiglieri comunali chiedono un consiglio urgente sulla raccolta differenziata

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E’ stata firmata da ben 8 consiglieri comunali, la richiesta di un consiglio comunale urgente per discutere della raccolta differenziata e del nuovo bando pubblicato dall’amministrazione Caligiore, il quale prevede, per le utenze domenistiche in particolare, una netta riduzione del servizio, il quale anzitutto passerà da un ritiro praticato 4 giorni a settimana contro i 6 giorni su 7 attuale. L’indifferenziato, inoltre, sarà raccolto una sola volta a settimana, mentre la carta e il vetro 1 volta ogni 15 giorni.

Si tratta dell’ennesima richiesta di consiglio comunale avanzata dalla minoranza.

Da parte della maggioranza, infatti, sembra non esserci alcuna necessità di convocare la pubblica assise, al fine di informare e discutere delle problematiche del territorio per tentare di trovare soluzioni e migliorie.

Il consiglio si preannuncia fin da ora incandescente, poiché alla stragrande maggioranza dei cittadini di Ceccano, il nuovo bando sulla differenziata, voluto dal Sindaco Caligiore e per il quale è stato necessario attendere diversi mesi, con continue proroghe provvisorie all’attuale servizio, di cui i ceccanesi si sono naturalmente fatti carico dei costi, non è piaciuto affatto.

Continua, dunque, la parobola discendente del sindaco Caligiore, che giorno dopo giorno continua a perdere consensi tra la popolazione e quelli che erano stati suoi elettori.

Ceccano: scoppia la crisi amministrativa sulla differenziata. Caligiore senza una maggioranza stabile

Sono in corso in queste ore incontri e riunioni straordinarie tra i membri della maggioranza, mirate alla discussione del nuovo bando sulla raccolta differenziata.

Al contrario di quanto ha provato a far intendere qualche assessore non eletto, con un post diffamatorio e carico di odio sulla sua pagina personale Facebook, che potrebbe portarlo a rispondere penalmente, la situazione amministrativa interna alla maggioranza non sarebbe affatto rosea.

Il Sindaco Caligiore, infatti, stando alle lamentele di diversi consiglieri comunali, non avrebbe preventivamente discusso e condiviso con loro le modalità di svolgimento del nuovo servizio “porta a porta”. Escluse dal confronto amministrativo anche le forze della minoranza, con il risultato di un bando pubblico che non porterà migliorie al servizio, ma soltanto un arretramento e tanti disagi, dimostrando incapacità amministrativa e improvvisazione, a danno dei cittadini di Ceccano.

Ceccano: Caligiore costringe i ceccanesi a tenersi l’immondizia in casa per giorni?

Carta e vetro saranno ritirati ogni 15 giorni. Umido e indifferenziato rispettivamente due volte ed una sola volta a settimana e resteranno nelle case dei ceccanesi per giorni.

Il nuovo bando della raccolta differenziata, elaborato dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Caligiore, si annuncia molto problematico per i cittadini di Ceccano e per tutti i commercianti della città, che continueranno a pagare le tasse sui rifiuti senza alcuna agevolazione fiscale, nonostante la differenziazione.

Lo stesso, infatti, invece di prevedere un maggior numero di ritiri a settimana di umido e indifferenziato, come tanti ceccanesi auspicano da tempo, ne prevede addirittura una riduzione.

Dopo il grande bluff sulla pubblica illuminazione, che vincolerà i ceccanesi a pagare 9 milioni di euro per ben 20 anni, l’amministrazione Caligiore fa un ulteriore regalo ai ceccanesi, costringendoli a tenersi la spazzatura per giorni interi.

Questo perché, una serie di scelte elaborate dall’amministrazione (probabilmente più per far guadagnare chi se ne aggiudicherà il servizio, che per venire incontro alle reali esigenze dei cittadini di Ceccano), prevedono il ritiro dei rifiuti porta a porta non più dal lunedì al sabato, di 6 gioni a settimana come avviene a tutt’oggi da diversi anni, fin dall’entrata in vigore del “porta a porta”, ma soltanto per 4 giorni a settimana.

Grazie a Caligiore, infatti, come è ben descritto nel nuovo bando, la spazzatura sarà ritirata, presso le utenze domestiche, soltanto lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì.

Calendario questo che solitamente viene attuato nei piccoli comuni o centri abitati che praticano lo stesso sistema di raccolta e che hanno una popolazione al di sotto dei 5mila abitatanti. Dunque non in una cittadina popolata da circa 23mila persone.

Il tutto è ben sintetizzato in questo schema che si trova nelle pagine 22 e 23 del Capitolato Speciale, allegato al nuovo bando emesso dall’amministrazione comunale ceccanese.

ritiro raccolta differenziata - nuovo calendario

Dunque, per il Sindaco Caligiore e per la sua maggioranza, i cittadini di Ceccano dovranno tenersi in casa, in ufficio o all’interno della propria attività commerciale, rifiuti come l’indifferenziato, che sarà raccolto soltanto il lunedì, un solo giorno a settimana, mentre nell’attuale calendario il ritiro è previsto due volte.

E provate ad immaginare quali disagi per tutte quelle famiglie che hanno bambini piccoli, persone anziane con problemi (molti, infatti, ignorano l’esistenza di un servizio, mai pubblicizzato con la dovuta efficacia, che attraverso una segnalazione o richiesta ne prevederebbe il ritiro giornaliero, almeno con l’attuale sistema. Per il nuovo?), ma anche animali, quale disagio provocherà tenere una settimana in casa pannolini sporchi, una lettiera per gatti e/o in generali i bisogni giornalieri di altri animali domestici.

Drammatico il fine settimana: sabato e domenica senza alcun tipo di raccolta dei rifiuti, in modo particolare indifferenziato, circostanza che permetterebbe un risparmio di denaro per la ditta che dovrà ottemperare al servizio.

La vicenda lascia presagire fin da ora il drammatico fenomeno dell’incremento delle discariche abusive su tutto il territorio. Ma ne consegue in primis una questione sanitaria e di igiene pubblica, per la quale fin da ora mi permetto personalmente di lanciare un appello a S.E. il Prefetto della Provincia di Frosinone.

Dal punto di vista politico-amministrativo, invece, forse è il caso di cominciare ad adoperarsi fattivamente  per mandare a casa il signor Caligiore e la sua maggioranza, che invece di approvare migliorie nei pubblici servizi di cui fruiscono i cittadini, agiscono in direzione contraria!