Biro istituisce il premio “Fedele alla linea”

protezione civile ceccano

Dopo il grande scandalo dei giorni scorsi, relativo alla gestione dell’emergenza idrica da parte del Comune di Ceccano, con il Sindaco che si faceva portare acqua da un mezzo anti incendio della Protezione Civile, non adatto al trasporto di acqua potabile come una classica autobotte, ma che certamente dava meno nell’occhio, e che per giustificarsi è arrivato perfino a pubblicare un video insieme a sua figlia, facendo sottolineare alla stessa le sue “problematiche”, alla luce anche della grande campagna diffamatoria che i suoi sostenitori hanno pensato bene di divulgare per mezzo dei social nei confronti del sottoscritto e di questo blog, per via del materiale fotografico reso pubblico, ho deciso di istituire un premio per l’attivista “pro Caligiore” che maggiormente si è distinto nelle scorse settimane, con i suoi post e commenti.

Il concorso premierà i primi tre classificati, ed il più “Fedele alla linea” (titolo scelto non a caso, poiché certamente più elegante di altri epiteti che spiccano nel vocabolario dei sinonimi) sarà individuato e scelto con una votazione che avverrà tra i lettori di questo blog, attraverso l’invio di mail o commenti.

Insieme a qualche amico ne abbiamo selezionati alcuni che rispetto ad altri si sono già distinti.

Tra questi potete scegliere e votare quello che secondo voi merita di vincere il concorso:

 

 

 

Ceccano: anche il Cimitero senza acqua. Bisogna portarsela da casa…

cimitero ceccano

Volete andare a trovare i vostri parenti defunti presso il Cimitero di Ceccano?

Dovete portarvi acqua da casa. Fontanelle e serbaoi sono a secco e nessuno fino ad ora ha provveduto al loro riempimento.

E’ soltanto l’ultima segnalazione emersa attraverso i social. L’ultimo tassello di un puzzle scandaloso che sta venendo a galla in questi giorni.

Eppure il Comune starebbe gestendo l’emergenza idrica. Evidentemente fino ad ora altre sono state le priorità. I morti del resto, non possono votare più…

Ceccano: emergenza idrica, un servizio mai reso trasparente…

sito comune di ceccano

E’ stato e c’è ancora, sul sito internet istituzionale del Comune di Ceccano, un avviso relativo alle modalità di richiesta di intervento per i rifornimenti di acqua potabile attraverso la Protezione Civile, in cui per altro è espressamente indicato il numero di telefono da contattare e della persona incaricata?

E’ stato pubblicato tale avviso sugli organi di informazione locale?

Sono stati diffusi alla popolazione tutta avvisi e manifesti con i quali veniva spiegato questo servizio?

La risposta a queste domande sembra essere sempre la stessa: no.

Nulla di tutto questo sarebbe stato fatto da parte dell’Ente. Così, l’acqua, un bene preziosissimo e pubblico sarebbe divenuta, d fronte alla grave emergenza idrica che sta coivolgendo la Regione Lazio, come l’intera penisola, oggetto di spartizione politica tra gli amministratori ed i loro amici, o meglio ancora con i loro elettori di fiducia.

Questa la politica sull’acqua che sembrerebbe aver praticato realmente l’amministrazione ceccanese, alla faccia dei manifesti propagandistici dei mesi scorsi, nei quali si annunciava la fantomatica cacciata di Acea,

La vicenda è ora venuta a galla in questi ultimi giorni, attraverso una serie di testimonianze, foto e video, che numerosi cittadini, costretti a ricorrere alle bottiglie in vendita al supermercato per lavarsi i denti, o per curare le piaghe di qualche loro familiare allettato, hanno scattato e girato con sdegno, documentando il tutto.

La Protezione Civile, naturalmente, dalla propria pagina social, ha tenuto a sottolineare di aver adempiuto alle segnalazioni che il Comune aveva raccolto e le aveva girato, chiarendo praticamente di non essere loro a gestire il servizio delle richieste. Ma restando in tema di trasparenza, molte questioni restano in sospeso ed altrettante spiegazioni attendono di essere conosciute.

Quello che appare singolare è che in un paese civile e democratico, che forse Ceccano non è più, viste anche le minacce pervenute al sottoscritto negli ultimi giorni e che hanno dei mandanti ben precisi, il Sindaco, avrebbe riferito in consiglio comunale e chiarito la sua posizione anche con delle dimissioni. In fondo, quando si è così sicuro di aver governato bene, così convinti di godere ancora della fiducia dei propri elettori, non ci sarebbe nulla da temere. Ci si potrebbe quindi ripresentare alle elezioni ed essere confermati…

A Ceccano, invece, il Sindaco non fa nulla di tutto ciò. Tenta, al contrario, con un video strumentale diffuso sui social di aggiustare tutto e con un messaggio in premessa allo stesso, di far capire, indirettamente, che chi diffonderà quanto scritto da Antonio Nalli, non godrà più del suo “ascolto” e duqnue “aiuto”?

Ceccano: gira un video con la figlia per definire indegno l’attacco sull’acqua. Così Caligiore affoga nell’assurdo

protezione civile ceccano

Stando al racconto di testimoni, il sindaco Caligiore si sarebbe fatto portare acqua in più occasioni dai mezzi della protezione civile. E per far passare il tutto in modo inosservato, non avrebbe fatto ricorso alla classica autobotte di rifornimento di acqua potabile, ma ad un mezzo della protezione civile di Ceccano che certamente dava meno nell’occhio, utilizzato per lo spegnimento degli incendi, con una portata del serbatoio dai 300 a circa 500 litri.

Del rifornimento di acqua potabile ne avrebbero usufruito anche altre famiglie del quartiere “Collina Paradiso” di via Gaeta (non tutte) ed altri suoi “amici”, attraverso un sistema di segnalazione che sarebbe stato gestito da persone di sua fiducia e comunque direttamente dal Comune, cui le richieste devono essere inoltrate per poi essere girate alla protezione civile, come ha confermato la stessa associazione sulla propria pagina social, che ha dichiarato inoltre di non aver compiuto favoritismi, circostanza di cui nessuno però l’ha di fatto accusata.

Di fronte a questi fatti, documentati anche dalle fotografie inoltrateci da diversi cittadini, il sindaco Caligiore, ha pensato di girare un video in compagnia della figlia, diffuso poi sulla sua pagina personale facebook e strumentalizzando la stessa, avrebbe tentato di giustificare il tutto, dichiarando indegni gli attacchi ricevuti.

La vicenda certamente ha assunto proporzioni inimmaginabili, ma soprattutto siamo di fronte a qualcosa di profondamente triste che in altri contesti meno fortunati, avrebbe addirittura visto l’intervento dei servizi sociali e delle autorità competenti, per condotta del genitore pregiudizievole ai figli.

Molte persone che hanno visualizzato il video non hanno neanche compreso il reale senso dello stesso, fatta eccezione per la solita cerchia, sempre più ristretta, di seguaci politici e leoni da tastiera.

Personalmente ho provato un certo senso di ribrezzo e lo provo in generale per chi utilizza i problemi altrui per farsi scudo dei suoi…

Ma sulla vicenda, visto anche il coinvolgimento della protezione civile locale, cui recentemente proprio il Sindaco Caligiore ha affidato nuovi spazi comunali, come si è appreso da taluni organi di informazione,

si esigono le dovute spiegazioni.Ed in primis:

Dove la protezione civile ha fatto rifornimento di acqua potabile e con quali motivazioni, visto che il mezzo fotografato viene utilizzato per lo spegnimento degli incendi e non per l’approvvigionamento idrico?

Come si giustifica la consegna di acqua potabile con il mezzo utilizzato riportato nelle foto che non è adatto al trasporto di acqua potabile, per la quale occorrono mezzi ed autorizzazioni specifiche?

Perché il rifornimento di acqua potabile non avveniva con le comuni autobotti dotate di tutte le autorizzazioni necessarie? E perché non è avvenuto con i mezzi propri del gestore idrico?

Secondo quale criterio è stata consegnata acqua alle famiglie ceccanesi dalla protezione civile, rispetto anche ad una esigenza nettamente superiore alle “criticità” affrontate?

A quante famiglie di anziani e malati, anche portatori di handicap, in casa è stata data priorità?

Queste le prime e più immediate domande per le quali si attendono risposte.

La vicenda, però, vista anche la situazione di emergenza nazionale sugli incendi, oltre che idrica, potrebbe finire sul tavolo della scrivania del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, quella del capo della Protezione Civile e del Procuratore Capo del capoluogo.

Ceccano: si allarga lo scandalo dell’acqua. Serviti oltre agli amministratori, in via prioritaria i loro “amici”

Oltre alle abitazioni degli amministratori comunali sarebbero state servite quelle di alcuni loro amici “ristretti”. Tutto questo in via prioritaria.

A raccontarcelo sono alcuni cittadini che indignati non si sono prestati al sistema che sarebbe stato messo in atto dall’amministrazione comunale ceccanese.

Un sistema che metterebbe in risalto come un certo potere istituzionale possa dar vita ad un clientelismo sfrenato, che non bada alle esigenze di malati o anziani, privati di acqua per interi giorni, ma alla conoscenza diretta del primo cittadino, o ancora  se si rientri tra le sue “grazie”.

“Mi hanno detto che per avere l’acqua – racconta uno dei tantissimi cittadini coinvolti dalla crisi idrica e rimasti senza acqua da giorni – mi dovevo rivolgere al ******* (il cittadino utilizza un nome che fa riferimento alla segreteria del Sindaco) e mi hanno dato anche il numero di telefono.

Contattando quel numero, la persona che mi avrebbe risposto, una volta spiegato chi fossi e chi mi aveva dato il numero, avrebbe fatto intervenire presso la mia abitazione la Protezione Civile, portandomi l’acqua.

Con la mia famiglia abbiamo deciso di non immischiarci in questa vicenda, poiché se l’acqua viene fornita a tutti i cittadini, in modo istituzionale, è un conto. Passare per quelli che furbescamente vogliono usufruire dei privilegi, non ci piace”.

Nel frattempo alcuni cittadini, ci hanno messo a disposizione, a conferma della veridicità delle loro affermazioni, una serie di materiale comprovante l’intervento della Protezione Civile di Ceccano, in azione presso l’abitazione dove abiterebbe il Sindaco in persona, nel quartiere “Collina Paradiso” di via Gaeta, in Ceccano.

protezione civile ceccano

 

 

Ceccano: scandalo emergenza acqua. Priorità alle abitazioni degli amministratori comunali.

acqua

Migliaia di cittadini sprovvisti di acqua per gran parte del giorno ed in alcuni casi limite da più giorni consecutivi.

E’ una situazione di emergenza quella del 2017 che accumuna Ceccano a tantissime altre realtà della penisola. Ma qualche particolare certamente la distingue in peggio.

Alcuni amministratori comunali, infatti, sarebbero stati riforniti, presso le loro abitazioni, direttamente da autobotti che sembrerebbero addirittura riconducibili alla Protezione Civile. Autobotti che però non avrebbero provveduto a fare altrettanti rifornimenti con i restanti residenti degli stessi quartieri.

Le  proteste giungono direttamente dai cittadini, che armati di smartphone avrebbero scattato anche foto e registrato video, esasperati da una situazione che li costringe ormai da tempo a recarsi al supermercato ad acquistare bottiglie di acqua perfino per lavarsi i denti.

La triste vicenda la dice lunga sull’egoismo ed anche sulla sfrontatezza di compiere simili gesti incuranti delle esigenze altrui e della collettività, che dovrebbe essere servita in via prioritaria grazie ad un costante impegno istituzionale.

Al contrario, a Ceccano, sembra che l’impegno istituzionale venga messo in campo per tutelare, in primis, gli interessi della classe politica. Ed è un fatto che non coinvolge soltanto l’emergenza idrica, ma anche l’installazione di punti luce e perfino dei dissuasori per la velocità, installati con banali scuse, in via prioritaria nei pressi delle abitazioni di consiglieri ed assessori comunali o di loro parenti.

Ma c’è tempo ancora per una ciliegina sulla torta: “Mi sono recato presso il Comune di Ceccano, profittando di un giorno di ferie – racconta un cittadino – perché desideravo colloquiare con il Sindaco e lamentare una serie di problematiche. Mi è stato risposto che per parlare con il Sindaco avrei dovuto prendere un appuntamento e che in questo periodo non è possibile, in quanto durante il mese di agosto il Sindaco non riceverà il pubblico. Ciò è veramente scandaloso. Le vacanze sono certamente un diritto di tutti, ma non si può lasciare un comune sguarnito, senza avere la possibilità di poter conferire con nessun amministratore. E se il Sindaco non si fida dei suoi più stretti colleghi di giunta, questo non può ricadere a nostro discapito”.

Un mese di vacanza, dunque, e di mancato ricevimento del pubblico da parte del sindaco Caligiore? Se la notizia dovesse essere realmente confermata si tratterebbe certamente di un record storico per Palazzo Antonelli. Ma in fatto di record in negativo l’amministrazione Caligiore sembra davvero essere intenzionata a superarli tutti. Ed ha già dato il meglio nel dimostrare concretamente di non essere amministrativamente migliore di chi li aveva preceduti.

 

 

 

 

 

Ceccano: sulle Notti della Contea ancora nessuna rendicontazione delle spese

ceccano

Provate a fare un esperimento. Andate in uno di questi 3 centri a scelta della Ciociaria, quali Alatri, Ferentino o Supino ed imporre ai cittadini di queste località di sostituire la festa di San Sisto, Sant’Ambrogio o San Cataldo con una manifestazione di tutt’altro nome, ad esempio “Le notti della Contea”.

Il risultato non potrebbe differire di molto in ognuno di questi singoli paesi ed il rischio del linciaggio sarebbe la diretta conseguenza.

A Ceccano nulla di tutto ciò: la festa patronale di San Giovanni è stata sostituita da una manifestazione evocativa di qualche reminescenza tolkeniana, mescolata a quella di certi campi educativi in cui ci si allena a fare il saluto romano.

A Ceccano in pratica, al posto di San Giovanni è stato celebrato una sorta di rito pagano molto più rispettoso di qualche mago Gandalf o hobbit giunto chissà da dove.

E due sono i particolari sorprendenti di questa vicenda, senza entrare nel merito di decine di giovani invitati ad indossare, quasi fossimo negli anni 30, tutti la stessa “divisa”: il silenzio dei sacerdoti di Ceccano (lo scomodo Padre Maurizio del resto non c’è più) ed il mancato rendiconto effettivo di tutte le spese di questa manifestazione, che il Sindaco carabiniere, a distanza di un mese, ancora non rende di pubblico dominio sul sito internet istituzionale del Comune di Ceccano, con buona pace della trasparenza amministrativa sbandierata solo a parole.

Sarebbe interessante, infatti, capire come e quali importi sono stati spesi, ma soprattutto quanto e le modalità di incasso anche di una presunta vendita di aree comunali, che di fatto hanno comportato il danneggiamento economico di attività già esistenti nel centro storico di Ceccano, ritrovatesi costrette a fronteggiare l’improvvisa concorrenza di imprenditori che non operano 365 giorni su 365 in Piazza XXV luglio, ma che come funghi erano spuntati in queste zone della città soltanto nei giorni di festa.

La rendicontazione, inoltre, è ancora più interessante e di carattere pubblico, poiché coinvolgerebbe anche un finanziamento regionale. E sarebbe interessante comprendere anche perché certi finanziamenti siano giunti solo per la manifestazione che vede coinvolto l’assessore di un determinato partito, mentre sulla questione dell’emergenza ambientale, che nella cittadina avrebbe una priorità assoluta, non sia stato finanziato un solo progetto.