Una lezione di educazione? Non da Roberto Caligiore!

Questa mattina mi sono imbattuto in un incontro faccia a faccia con una di quelle persone dai mille volti e che volgarmente vengono definite facce da culo.
In via Mura Castellane, a Ceccano, dove sto dirigendo alcuni lavori di ristrutturazione, ho incontrato un certo Caligiore Roberto, sindaco di Ceccano.
Nell’evidente imbarazzo che lo contraddistingueva, poiché io non ho nulla da nascondere, ha pensato bene di dirmi “buongiorno Antonio”. Poiché sono coerente con me stesso, non ho risposto al saluto, ma lo stessso, continuando a scendere le scale in direzione del Municipio, ha pensato bene di mugugnare: “almeno per educazione si risponde”.
A questo punto mi sono voltato ed ho risposto: “parli tu di educazione che mi mandi i tuoi bravi (in realtà ho fatto un nome con precisione) a compiere spedizioni punitive?”
L’episodio si riferisce alla scorsa estate, al periodo dei miei articoli sull’emergenza idrica. Una vicenda che mi ha visto costretto a sporgere formale denuncia alle Autorità Competenti. E se qualcuno vorrà fare pressioni per avanzare assurde richieste di archiviazione, questa volta mi incatenerò ai cancelli del Tribunale di Frosinone, visto che io sono stato processato per molto meno.
Il Caligiore, che evidentemente conosce bene i fatti, ha continuato a scendere le scale. Un’altra persona con la coscienza pulita, si sarebbe fermata certamente a chiarire, puntualizzando l’assoluta estraneità a certi fatti. Evidentemente non può farlo!
Chiudo qui il discorso, perché non ho voglia di parlarne ulteriormente. Ma in questo giorno in cui si commemora la morte di Aldo Moro e di Giuseppe Impastato, non sarà forse una coincidenza l’accadimento di alcuni fatti… ed io sarò sempre alla parte opposta a quella di criminali, mafiosi, fascisti e dell’omertà in generale!

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Il senatore Ruspandini e il fiume Oicimin che non esiste…

Non si è fatta attendere la prima gaffe del neo “Senatore” Massimo Ruspandini.

L’assessore e vice sindaco ceccanese (incarico che continua a ricoprire senza accenno a dimissione alcuna) in un lungo testo a sua firma, reso pubblico da alcuni quotidiani locali, non ha esitato ad avventurarsi in questioni storico-politiche, che sembrano non essere proprio il suo forte.

Così, il senatore della Repubblica, già noto per aver bruciato in piazza dei libri, ha trasformato il celebre rivoluzionario vietnamita Ho Chi Minh in un fiume di cui ha storpiato perfino il nome originale, senza preoccuparsi mininamente della corretta grafia.

Ma il fiume “Oicimin” non esiste e la sezione del Pci di Ceccano, a cui lo stesso senatore faceva riferimento, era dedicata al rivoluzionario Ho Chi Minh, ed era, per la precisione, quella di Colle Leo.

Ruspandini, dunque, che voleva far passare per stupidi un gruppo di suoi concittadini di fede comunista, ha finito con il rimediare una pessima figura. Anche perché il Senato della Repubblica non è il consiglio comunale del paesello di provincia, dove ci si azzuffa e la spunta chi fa la voce più grossa o chi scrive lettere anonime.

Un Senatore, prima di parlare, dovrebbe prepararsi per bene i suoi discorsi ed avere perfino la dignità e l’umità di andare a verificare le fonti storiche prima di scrivere simili ed imbarazzanti idiozie.

Certo, sfogliare dei libri da parte di chi è abituato a bruciarli, non è un segno di coerenza, ma forse una ricerca attraverso la rete, gli avrebbe reso il tutto meno traumatico.

Confidando che da questa gaffe non possano nascerne altre, auspichiamo che prossimamente il Senatore Ruspandini non scambi il beta-esaclorocicloesano per una gomma da masticare. L’unico fiume che dovrebbe tenere bene in mente si chiama Sacco: è quello che attraversa e divide in due la sua città ed è lo stesso da cui traggono origine molti dei mali di questo territorio, per via del suo inquinamento!

Ci provi, senatore… non è poi tanto difficile!

Ceccano: i sostenitori di Caligiore e Ruspandini inneggiano a Erich Priebke. Vergogna!

post adinolfi priebke

Chi ha visto questo post sui social e non si è preoccupato di condannarlo pubblicamente e prenderne le distanze, è colpevole al pari di chi lo ha diffuso. In primis il sindaco della città di Ceccano Roberto Caligiore e il vice sindaco Massimo Ruspandini, che a questo punto hanno il dovere morale di riparare all’accaduto, chiedendo publiche scuse ed espellendo simili sostenitori da tutte le loro liste!

Non avendo certe amicizie sui social, sono venuto a conoscenza di ciò soltanto alcune ore fa.

Ritengo che la città di Ceccano, che ha dato i natali a Luigi Mastrogiacomo, barbaramente trucidato nelle Fosse Ardeatine, non possa accettare che uno dei più stretti attivisti e collaboratori dell’amministrazione Caligiore, nonché candidato in una delle sue liste, condivida su uno dei social network più diffusi, notizie simili che innegiano ad un lurido boia nazista, che arrivano a conquistare perfino un certo numero di “apprezzamenti”, coinvolgendo e deviando decine di giovani della nostra città.

Personalmente, attraverso le pagine di questo blog, mi attiverò sin da ora informando il Prefetto di Frosinone e tutte le Autorità competenti, affinché nei confronti di simili iniziative vengano intraprese le dovute iniziative, volte a contrastante un fenomeno sempre più preoccupante: l’insorgere di un sempre più diffuso neo nazi-fascismo!

Ceccano: nel giorno della memoria si menziona la presa di Fiume, non l’Olocausto!

federica aceto post 27 gennaio

L’idea malsana di sostituire il giorno della memoria con una commemorazione più autarchica prende il sopravvento nella città di Ceccano, dove non un consigliere comunale qualunque, ma la delegata alle politiche giovanili e presidente della Commissione Cultura, il giorno 27 gennaio è venuto in mente di postare sui social non la foto di un campo di concentramento, ma il ricordo del trattato di Roma del 1924.

Se a questo aggiungiamo la sua assenza e quella di tanti altri esponenti di Fdi, del vicesindaco Ruspandini prossimo alla candidatura al Senato, nonché dell’assessore alla cultura, alla premiazione degli alunni delle classi terze dell’Istituto Comprensivo Ceccano 2, il giorno 24 gennaio, relativamente alla XVI edizione del concorso nazionale “I Giovani Ricordano la Shoah”… se a questo aggiungiamo che il 27 Gennaio il Comune di Ceccano non ha organizzato alcuna commemorazione e patrocinato alcuna iniziativa in ricordo dell’Olocausto, il dubbio comincia a prendere sempre più una forma consistente.

E con la diffusione sui social del post che liberamente si è sentita di condividere, senza rendersi minimamente conto del ruolo istituzionale che ricopre, circostanza che negli ultimi mesi le sta sfuggendo un po’ troppo di mano, dopo la risata divenuta celebre nei confronti delle offese sessiste, pronunciate alla sua collega Manuela Maliziola, ecco che inscena il ruolo di attrice drammatica, per cui avrebbe forse una propensione migliore della politica. E così scrive a quanti hanno condiviso il suo post per sottolinearne la follia, asserendo frasi del tipo: “sono giovane, mi sono sbagliata, ma non sono fascista”.

Ecco la Aceto ha una sola possibilità. Dimostrare concretamente di non essere fascista, dichiarando il proprio antifascismo, chiedendo scusa ed organizzando iniziative concrete in ricordo dell’Olocausto, contro le leggi razziali nazi-fasciste!

Quello che però posta sui social, insieme all’ormai noto esercito del suo capo Ruspandini (un esercito che insulta gratuitamente e ricopre di fango ogni persona che si dissocia liberamente dal loro operato…), sembra dimostrare il contrario, con cuori neri e saluti romani compresi… ma certamente, come asserisce Veneziani, quei tipi di saluti sono più igienici!

E consentire l’elezione di Massimo Ruspandini al Senato, vuol dire portare in Parlamento tutto ciò!

 

federica aceto saluto romano e cuore nero

Ceccano: le offese sessiste sono l’emulazione di altri comportamenti… in primis del Sindaco

antifascisti

Le scuse per giustificare la frase sessista e scurrile pronunciata nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Ceccano, non bastano.

Anche perché non si può colpevolizzare solo ed esclusivamente colui che materialmente ha pronunciato quella frase.

Ma ancor più non bastano se giungono con dei distinguo.

Gli altri protagonisti della vicenda, infatti, sono e restano i colleghi di maggioranza che hanno riso, prendendosi gioco non solo di una persona assente in sala e dunque incapace di potersi difendere, ma della credibilità intera dell’istituzione comunale e coloro che come Ponzio Pilato, se ne sono lavati le mani, prendendo meno le distanze dall’accaduto e non pretendendo nell’immediato le scuse.

Ma il protagonista principale di questa ondata di fenomeni culturalmente barbari che sta contraddistinguendo il Comune di Ceccano negli ultimi tempi, è e resta il sindaco Caligiore.

E’ stato proprio lui, infatti, con quel suo comportamento arrogante ed irrispettoso nei confronti dei suoi avversari e di chi in generale non la pensi come lui a dare il via libera ad una serie di episodi sfociati nella recente esclamazione del consigliere comunale della lista “Noi per Ceccano”.

La frase sessista, infatti, è solo l’ultimo episodio accaduto nel consiglio comunale di Ceccano, dove già nei mesi scorsi altri comportamenti altrettanto maleducati e violenti, commessi dal sindaco Caligiore in persona, hanno portato ed un accessivo permessivismo del Presidente del consiglio comunale, del tutto incapace di gestire l’assise, nonché alla loro emulazione.

Mi riferisco in modo particolare al gesto compiuto dal sindaco Caligiore qualche consiglio comunale fa, quando nel corso di un confronto con la minoranza, di cui fu protagonista sempre la consigliera Manuela Maliziola, prese in mano un plico di fogli e li gettò in aula, abbandonando poi la stessa.

Ed ancor prima di ciò, un altro grave episodio avvenne con le dichiarazioni gravissime di un consigliere comunale, inneggianti all’anniversario dell’occupazione della Polonia da parte delle truppe naziste tedesche. Vicenda sulla quale il Caligiore riuscì a far calare il silenzio, con l’aiuto della stampa “amica”, invece di cacciare a pedate l’autore di una simile e vergognosa affermazione pubblica.

Che il sindaco Caligiore abbia perso la testa, montandosela forse un po’ troppo, credendosi di potersi permettere qualsiasi tipo di comportamento, è ormai opinione consolidata tra molti cittadini di Ceccano e suoi ex elettori. E forse, chissà, non sbaglia il consigliere comunale del Pd, Giulio Conti, ad etichettarlo “ducetto”.

Ma se davvero Caligiore ha scambiato l’ente pubblico del Comune di Ceccano per la caserma di Bolzaneto, allora è tempo che qualcuno la testa glie la rimetta davvero sulle spalle.

Quanto accaduto nel corso dell’ultimo consiglio comuanle, dunque, non può e non deve essere sminuito per passare infine inosservato. Il tutto con l’aiuto di qualche collaborazionista improvvisato dell’ultima ora.

Occorre una mobilitazione di massa delle coscienze e di tutti coloro che hanno a cuore, oltre che il rispetto per le donne, la democrazia ed il vivere civile, in un paese che sta deviando pericolosamente verso l’indottrinamento alla cultura fascista, di cui questa generazione di amministratori, in gran parte sembrerebbe esserne pericolosamente e perdutamente innamorata.

Ceccano: un consiglio comunale volgare, sessista e che odia le donne…

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Quali valori sta trasmettendo l’amministrazione Caligiore ai giovani?

Mi ponevo questa domanda mentre ragionavo sul titolo da dare a questo mio scritto e francamente trovo che ci sia poco da ridere…

Le risposte sono molteplici, ma tra le molteplici negatività, ciò che fino a qualche giorno fa mancava all’appello era quell’istinto discriminatorio verso le donne, il sessismo e quel maschilismo frutto di una sottocultura barbara e fascista.

Non starò qui a fare il nome del consigliere comunale che sorridendo a bocca piena, forse perché già con il panettone tra i denti, ha vomitato una delle affermazioni più squallide e violente che mai, da quando frequento la sala del consiglio comunale di Ceccano, mi era capitato di udire prima.

I nomi che farò, invece, sono quelli del presidente del consiglio comunale Corsi, che non ha prontamente interrotto il suo collega e chiesto scusa per quanto da egli pronunciato in totale disprezzo del genere femminile, associandosi al contrario alle risate di qualcuno, e del sindaco Caligiore.

Evidentemente sulle donne la pensano esattamente allo stesso modo.

Mi dispiace, però, aver notato che anche le donne presenti nel consiglio comunale, a partire dalla segretaria generale, e che compongono l’amministrazione Caligiore, non abbiano prontamente preso le distanze e per questo difeso la consigliera comuanle Manuela Maliziola, per l’attacco ignobile dalla stessa subito.

Un attacco che nulla aveva di politico, frutto soltanto di una pochezza culturale che vede ancora taluni soggetti arrogarsi il diritto di superiorità nei confronti delle donne.

Ma forse da queste signore, più che al servizio della politica sarebbe meglio precisare al servizio di qualche loro padrone che le comanda a bacchetta, come schiave per l’appunto, nulla di diverso ci si poteva aspettare… nemmeno la difesa di una persona del loro stesso sesso, barbaramente discriminata, in diretta streaming, per quel particolare che contraddistingue ogni donna nella sua età fertile.

E non c’è da stare qui ad invocare l’intervento de le femen, ma di agire concretamente contro questa ondata di cultura barbara, discriminatoria e fascista, messa in atto dall’amministrazione Caligiore e dalla sua anarchia del potere.

Ceccano: fusti interrati ed inquinamento da olio che avrebbe raggiunto Priverno. Situazione ambientale da chiarire con urgenza.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, a partire dal minuto 02:30:00, un assessore comunale si è lasciato andare a dichiarazioni che metterebbero in evidenza una situazione ambientale ancor più grave di quella che fino ad ora avevamo ipotizzato, dovuta a suo dire a: – “l’esistenza di migliaia di fusti interrati presso un’ex area industriale di Ceccano”; – “l’olio versato dalla ex Clipper (ora Viscolube) che sarebbe arrivato nel territorio di Priverno”. A fronte di queste dichiarazioni rese note da un membro della giunta comunale di Ceccano, chiedo al sindaco Caligiore: – tali fatti sono stati riportati nel testo dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica? – l’ordinanza di divieto di utilizzo dei pozzi, nell’area adiacente nel limite di 500 metri di distanza dal sito industriale dell’attuale Viscolube, sarà estesa a fronte delle dichiarazioni rese note dall’assessore, secondo cui l’olio sarebbe arrivato nel territorio comunale di Priverno? La Procura della Repubblica di Frosinone approfondirà quanto reso noto pubblicamente dall’assessore?