Ceccano: emergenza idrica, un servizio mai reso trasparente…

sito comune di ceccano

E’ stato e c’è ancora, sul sito internet istituzionale del Comune di Ceccano, un avviso relativo alle modalità di richiesta di intervento per i rifornimenti di acqua potabile attraverso la Protezione Civile, in cui per altro è espressamente indicato il numero di telefono da contattare e della persona incaricata?

E’ stato pubblicato tale avviso sugli organi di informazione locale?

Sono stati diffusi alla popolazione tutta avvisi e manifesti con i quali veniva spiegato questo servizio?

La risposta a queste domande sembra essere sempre la stessa: no.

Nulla di tutto questo sarebbe stato fatto da parte dell’Ente. Così, l’acqua, un bene preziosissimo e pubblico sarebbe divenuta, d fronte alla grave emergenza idrica che sta coivolgendo la Regione Lazio, come l’intera penisola, oggetto di spartizione politica tra gli amministratori ed i loro amici, o meglio ancora con i loro elettori di fiducia.

Questa la politica sull’acqua che sembrerebbe aver praticato realmente l’amministrazione ceccanese, alla faccia dei manifesti propagandistici dei mesi scorsi, nei quali si annunciava la fantomatica cacciata di Acea,

La vicenda è ora venuta a galla in questi ultimi giorni, attraverso una serie di testimonianze, foto e video, che numerosi cittadini, costretti a ricorrere alle bottiglie in vendita al supermercato per lavarsi i denti, o per curare le piaghe di qualche loro familiare allettato, hanno scattato e girato con sdegno, documentando il tutto.

La Protezione Civile, naturalmente, dalla propria pagina social, ha tenuto a sottolineare di aver adempiuto alle segnalazioni che il Comune aveva raccolto e le aveva girato, chiarendo praticamente di non essere loro a gestire il servizio delle richieste. Ma restando in tema di trasparenza, molte questioni restano in sospeso ed altrettante spiegazioni attendono di essere conosciute.

Quello che appare singolare è che in un paese civile e democratico, che forse Ceccano non è più, viste anche le minacce pervenute al sottoscritto negli ultimi giorni e che hanno dei mandanti ben precisi, il Sindaco, avrebbe riferito in consiglio comunale e chiarito la sua posizione anche con delle dimissioni. In fondo, quando si è così sicuro di aver governato bene, così convinti di godere ancora della fiducia dei propri elettori, non ci sarebbe nulla da temere. Ci si potrebbe quindi ripresentare alle elezioni ed essere confermati…

A Ceccano, invece, il Sindaco non fa nulla di tutto ciò. Tenta, al contrario, con un video strumentale diffuso sui social di aggiustare tutto e con un messaggio in premessa allo stesso, di far capire, indirettamente, che chi diffonderà quanto scritto da Antonio Nalli, non godrà più del suo “ascolto” e duqnue “aiuto”?

Annunci

Ceccano: gira un video con la figlia per definire indegno l’attacco sull’acqua. Così Caligiore affoga nell’assurdo

protezione civile ceccano

Stando al racconto di testimoni, il sindaco Caligiore si sarebbe fatto portare acqua in più occasioni dai mezzi della protezione civile. E per far passare il tutto in modo inosservato, non avrebbe fatto ricorso alla classica autobotte di rifornimento di acqua potabile, ma ad un mezzo della protezione civile di Ceccano che certamente dava meno nell’occhio, utilizzato per lo spegnimento degli incendi, con una portata del serbatoio dai 300 a circa 500 litri.

Del rifornimento di acqua potabile ne avrebbero usufruito anche altre famiglie del quartiere “Collina Paradiso” di via Gaeta (non tutte) ed altri suoi “amici”, attraverso un sistema di segnalazione che sarebbe stato gestito da persone di sua fiducia e comunque direttamente dal Comune, cui le richieste devono essere inoltrate per poi essere girate alla protezione civile, come ha confermato la stessa associazione sulla propria pagina social, che ha dichiarato inoltre di non aver compiuto favoritismi, circostanza di cui nessuno però l’ha di fatto accusata.

Di fronte a questi fatti, documentati anche dalle fotografie inoltrateci da diversi cittadini, il sindaco Caligiore, ha pensato di girare un video in compagnia della figlia, diffuso poi sulla sua pagina personale facebook e strumentalizzando la stessa, avrebbe tentato di giustificare il tutto, dichiarando indegni gli attacchi ricevuti.

La vicenda certamente ha assunto proporzioni inimmaginabili, ma soprattutto siamo di fronte a qualcosa di profondamente triste che in altri contesti meno fortunati, avrebbe addirittura visto l’intervento dei servizi sociali e delle autorità competenti, per condotta del genitore pregiudizievole ai figli.

Molte persone che hanno visualizzato il video non hanno neanche compreso il reale senso dello stesso, fatta eccezione per la solita cerchia, sempre più ristretta, di seguaci politici e leoni da tastiera.

Personalmente ho provato un certo senso di ribrezzo e lo provo in generale per chi utilizza i problemi altrui per farsi scudo dei suoi…

Ma sulla vicenda, visto anche il coinvolgimento della protezione civile locale, cui recentemente proprio il Sindaco Caligiore ha affidato nuovi spazi comunali, come si è appreso da taluni organi di informazione,

si esigono le dovute spiegazioni.Ed in primis:

Dove la protezione civile ha fatto rifornimento di acqua potabile e con quali motivazioni, visto che il mezzo fotografato viene utilizzato per lo spegnimento degli incendi e non per l’approvvigionamento idrico?

Come si giustifica la consegna di acqua potabile con il mezzo utilizzato riportato nelle foto che non è adatto al trasporto di acqua potabile, per la quale occorrono mezzi ed autorizzazioni specifiche?

Perché il rifornimento di acqua potabile non avveniva con le comuni autobotti dotate di tutte le autorizzazioni necessarie? E perché non è avvenuto con i mezzi propri del gestore idrico?

Secondo quale criterio è stata consegnata acqua alle famiglie ceccanesi dalla protezione civile, rispetto anche ad una esigenza nettamente superiore alle “criticità” affrontate?

A quante famiglie di anziani e malati, anche portatori di handicap, in casa è stata data priorità?

Queste le prime e più immediate domande per le quali si attendono risposte.

La vicenda, però, vista anche la situazione di emergenza nazionale sugli incendi, oltre che idrica, potrebbe finire sul tavolo della scrivania del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, quella del capo della Protezione Civile e del Procuratore Capo del capoluogo.

Ceccano: si allarga lo scandalo dell’acqua. Serviti oltre agli amministratori, in via prioritaria i loro “amici”

Oltre alle abitazioni degli amministratori comunali sarebbero state servite quelle di alcuni loro amici “ristretti”. Tutto questo in via prioritaria.

A raccontarcelo sono alcuni cittadini che indignati non si sono prestati al sistema che sarebbe stato messo in atto dall’amministrazione comunale ceccanese.

Un sistema che metterebbe in risalto come un certo potere istituzionale possa dar vita ad un clientelismo sfrenato, che non bada alle esigenze di malati o anziani, privati di acqua per interi giorni, ma alla conoscenza diretta del primo cittadino, o ancora  se si rientri tra le sue “grazie”.

“Mi hanno detto che per avere l’acqua – racconta uno dei tantissimi cittadini coinvolti dalla crisi idrica e rimasti senza acqua da giorni – mi dovevo rivolgere al ******* (il cittadino utilizza un nome che fa riferimento alla segreteria del Sindaco) e mi hanno dato anche il numero di telefono.

Contattando quel numero, la persona che mi avrebbe risposto, una volta spiegato chi fossi e chi mi aveva dato il numero, avrebbe fatto intervenire presso la mia abitazione la Protezione Civile, portandomi l’acqua.

Con la mia famiglia abbiamo deciso di non immischiarci in questa vicenda, poiché se l’acqua viene fornita a tutti i cittadini, in modo istituzionale, è un conto. Passare per quelli che furbescamente vogliono usufruire dei privilegi, non ci piace”.

Nel frattempo alcuni cittadini, ci hanno messo a disposizione, a conferma della veridicità delle loro affermazioni, una serie di materiale comprovante l’intervento della Protezione Civile di Ceccano, in azione presso l’abitazione dove abiterebbe il Sindaco in persona, nel quartiere “Collina Paradiso” di via Gaeta, in Ceccano.

protezione civile ceccano

 

 

Ceccano: scandalo emergenza acqua. Priorità alle abitazioni degli amministratori comunali.

acqua

Migliaia di cittadini sprovvisti di acqua per gran parte del giorno ed in alcuni casi limite da più giorni consecutivi.

E’ una situazione di emergenza quella del 2017 che accumuna Ceccano a tantissime altre realtà della penisola. Ma qualche particolare certamente la distingue in peggio.

Alcuni amministratori comunali, infatti, sarebbero stati riforniti, presso le loro abitazioni, direttamente da autobotti che sembrerebbero addirittura riconducibili alla Protezione Civile. Autobotti che però non avrebbero provveduto a fare altrettanti rifornimenti con i restanti residenti degli stessi quartieri.

Le  proteste giungono direttamente dai cittadini, che armati di smartphone avrebbero scattato anche foto e registrato video, esasperati da una situazione che li costringe ormai da tempo a recarsi al supermercato ad acquistare bottiglie di acqua perfino per lavarsi i denti.

La triste vicenda la dice lunga sull’egoismo ed anche sulla sfrontatezza di compiere simili gesti incuranti delle esigenze altrui e della collettività, che dovrebbe essere servita in via prioritaria grazie ad un costante impegno istituzionale.

Al contrario, a Ceccano, sembra che l’impegno istituzionale venga messo in campo per tutelare, in primis, gli interessi della classe politica. Ed è un fatto che non coinvolge soltanto l’emergenza idrica, ma anche l’installazione di punti luce e perfino dei dissuasori per la velocità, installati con banali scuse, in via prioritaria nei pressi delle abitazioni di consiglieri ed assessori comunali o di loro parenti.

Ma c’è tempo ancora per una ciliegina sulla torta: “Mi sono recato presso il Comune di Ceccano, profittando di un giorno di ferie – racconta un cittadino – perché desideravo colloquiare con il Sindaco e lamentare una serie di problematiche. Mi è stato risposto che per parlare con il Sindaco avrei dovuto prendere un appuntamento e che in questo periodo non è possibile, in quanto durante il mese di agosto il Sindaco non riceverà il pubblico. Ciò è veramente scandaloso. Le vacanze sono certamente un diritto di tutti, ma non si può lasciare un comune sguarnito, senza avere la possibilità di poter conferire con nessun amministratore. E se il Sindaco non si fida dei suoi più stretti colleghi di giunta, questo non può ricadere a nostro discapito”.

Un mese di vacanza, dunque, e di mancato ricevimento del pubblico da parte del sindaco Caligiore? Se la notizia dovesse essere realmente confermata si tratterebbe certamente di un record storico per Palazzo Antonelli. Ma in fatto di record in negativo l’amministrazione Caligiore sembra davvero essere intenzionata a superarli tutti. Ed ha già dato il meglio nel dimostrare concretamente di non essere amministrativamente migliore di chi li aveva preceduti.

 

 

 

 

 

Ceccano: sulle Notti della Contea ancora nessuna rendicontazione delle spese

ceccano

Provate a fare un esperimento. Andate in uno di questi 3 centri a scelta della Ciociaria, quali Alatri, Ferentino o Supino ed imporre ai cittadini di queste località di sostituire la festa di San Sisto, Sant’Ambrogio o San Cataldo con una manifestazione di tutt’altro nome, ad esempio “Le notti della Contea”.

Il risultato non potrebbe differire di molto in ognuno di questi singoli paesi ed il rischio del linciaggio sarebbe la diretta conseguenza.

A Ceccano nulla di tutto ciò: la festa patronale di San Giovanni è stata sostituita da una manifestazione evocativa di qualche reminescenza tolkeniana, mescolata a quella di certi campi educativi in cui ci si allena a fare il saluto romano.

A Ceccano in pratica, al posto di San Giovanni è stato celebrato una sorta di rito pagano molto più rispettoso di qualche mago Gandalf o hobbit giunto chissà da dove.

E due sono i particolari sorprendenti di questa vicenda, senza entrare nel merito di decine di giovani invitati ad indossare, quasi fossimo negli anni 30, tutti la stessa “divisa”: il silenzio dei sacerdoti di Ceccano (lo scomodo Padre Maurizio del resto non c’è più) ed il mancato rendiconto effettivo di tutte le spese di questa manifestazione, che il Sindaco carabiniere, a distanza di un mese, ancora non rende di pubblico dominio sul sito internet istituzionale del Comune di Ceccano, con buona pace della trasparenza amministrativa sbandierata solo a parole.

Sarebbe interessante, infatti, capire come e quali importi sono stati spesi, ma soprattutto quanto e le modalità di incasso anche di una presunta vendita di aree comunali, che di fatto hanno comportato il danneggiamento economico di attività già esistenti nel centro storico di Ceccano, ritrovatesi costrette a fronteggiare l’improvvisa concorrenza di imprenditori che non operano 365 giorni su 365 in Piazza XXV luglio, ma che come funghi erano spuntati in queste zone della città soltanto nei giorni di festa.

La rendicontazione, inoltre, è ancora più interessante e di carattere pubblico, poiché coinvolgerebbe anche un finanziamento regionale. E sarebbe interessante comprendere anche perché certi finanziamenti siano giunti solo per la manifestazione che vede coinvolto l’assessore di un determinato partito, mentre sulla questione dell’emergenza ambientale, che nella cittadina avrebbe una priorità assoluta, non sia stato finanziato un solo progetto.

Ceccano: Quale futuro per l’ex Annunziata?

sapone scala Ceccano

Il mastodonte è lì, immobile da circa 20 anni.

I tempi della produzione di un terzo del fabbisogno nazionale di sapone stentano ad essere perfino un ricordo tangibile, come pure quelli di Scala, il suo marchio più rinomato, nato durante il ventennio fascista, a ridosso dello scoppio della seconda guerra mondiale, quando sulle saponette da bucato venne stampata per la prima volta una scala accompagnata dal motto “salire sempre”.

E proprio quest’ultimo, potrebbe essere lo stesso di chi intende fare dell’ex stabilimento, il trampolino di lancio per qualche affare non poi così tanto limpido, agevolato magari dalla totale assenza di programmazione politico amministrativa ed ancora, dall’assenza di un mirato progetto di riqualificazione urbanistica, elaborato attraverso lo studio delle criticità ambientali del territorio ed il coinvolgimento e la partecipazione attiva di associazioni e cittadini.

Fattori questi che inevitabilmente potrebbero lasciare campo libero ad investimenti ed al riciclo di capitali di indubbia provenienza, come pure alla speculazione edilizia.

L’asta per l’ex sito industriale, infatti, non è stata ancora fissata, ma sembrano essere già molteplici le voci di corridoio che rimbalzano da una parte all’altra, focalizzate sui cambi di destinazione d’uso da dover eventualmente mettere in atto.

Cambi di destinazione d’uso per un’area di migliaia di metri quadrati, nel cuore della città, ed a ridosso del fiume Sacco, a vantaggio di chi? Di quali investitori? E soprattutto… di quale o quali progetti?

Appare dunque fin da subito evidente che sulla riqualificazione dell’area Annunziata, sogno di intere generazioni di ceccanesi, potrebbe disputarsi una grande partita di scacchi con al centro la tutela degli interessi privati a danno di quelli collettivi.

Più grande probabilmente di quella che solo alcuni anni fa, sfumò in quel di Bosco Faito, alla fine dichiarato Monumento Naturale dall’ex Governatore del Lazio, Piero Marrazzo.

Ed è per questo che si renderà necessario aprire gli occhi e restare vigili, per impedire ad eventuali ignoti e prestanome, di poter mettere le mani sulla città con progetti di dubbia efficacia e reale necessità per questo territorio.

Annunziata Ceccano aerofotogrammetria

Annunziata Ceccano google maps

 

Ad Anagni un Presidio Salute e Ambiente. A Ceccano zero iniziative per fronteggiare l’emergenza ambientale

Con deliberazione n. 228 del 9 maggio 2017, la Regione Lazio ha approvato la realizzazione di un Presidio Salute e Ambiente presso l’ospedale di Anagni ed un Programma di valutazione epidemiologica, relativamente ai requisiti tecnici della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale Valle del Sacco.

Ceccano non pervenuta!

L’assenza di programmazione dell’amministrazione Caligiore continua a far restare Ceccano ai margini, nonostante la disponibilità di una struttura sanitaria adeguata, per la quale urge un’adeguata riconversione.

Al contrario, proprio la città di Ceccano dovrebbe vestire il ruolo di Capofila per la battaglia ambientale della salute di questo territorio, essendo l’unica che il fiume Sacco attraversa nel centro urbano!

Manca, evidenfemente, una classe politica amministrativa all’altezza!