Ceccano: assessore assente anche nelle delibere 78 e 79. Errore del segretario generale.

Quel pasticciaccio brutto sulla presenza/assenza dell’assessore comunale in quota Aversa, nelle delibere di giunta n. 75, 78 e 79, già illustrato nei giorni scorsi su queste pagine, lo ha “risolto” il Segretario Generale del Comune di Ceccano.

La dottoressa Tanzi, infatti, con il prot. 8373, del 28 aprile scorso, ha attestato l’assenza dell’assessore su tutte le 3 delibere votate il giorno 4 aprile 2017, assumendosene la responsabilità e definendo lo stesso un mero errore materiale compiuto nella compilazione dei verbali.

Vero o meno che sia, l’errata corrige del segretario, pone rimedio solo alla pessima figura che scaturiva dalla lettura degli atti.

A livello amministrativo, infatti, l’assenza dell’assessore continua a mostrare la debolezza del Sindaco e l’inconsistenza della sua maggioranza, specie su atti importanti, come l’esternalizzazione ventennale di un servizio, al costo di 9 milioni di euro circa.

Ceccano: Marco Corsi Sindaco… alla faccia di Caligiore

Che nella coalizione di maggioranza guidata dal Sindaco Caligiore ci sia qualcosa che non vada, ormai è sotto gli occhi di tutti ed è per questo, forse, che qualcuno inizia già a pensare di trarne il massimo vantaggio. Ma a farlo in modo così plateale, non sono gli esponenti dell’opposizione, come qualcuno potrebbe immaginare, bensì il Presidente del Consiglio Comunale, che attraverso le pagine social, è tornato a lanciare l’ipotesi di una sua candidatura alla carica di Sindaco.

Un sogno nel cassetto che Corsi coltiva da tempo e che potrebbe concretizzarsi vista l’incapacità di Caligiore di saper governare?

Corsi, qualche ora più tardi, ha tentato di sminuire il fatto, dichiarando che si è trattato semplicemente della condivisione, in termini “social”, di un ricordo di qualche anno fa.
Ma si può condividere pubblicamente il ricordo di una vecchia storia d’amore quando ormai si è coniugati con una nuova persona?

Caligiore, infatti, sembra non aver gradito lo scivolone sul social da parte del presidente.

Tra i diversi commenti a caldo, non sono mancate alcune critiche nei confronti di Corsi, sia da parte dei caligioriani più fedeli, che tra i primi dei non eletti.

Ceccano: il Consiglio Comunale potrebbe convocarlo il Prefetto

Per la prima volta nella storia amministrativa del Comune di Ceccano, il Consiglio Comunale potrebbe convocarlo il Prefetto in persona, ai sensi dall’art. 39, comma 5, del Decreto Legislativo 18 Agosto 2000, n. 267.

Il Presidente del Consiglio Comunale Marco Corsi, infatti, durante la conferenza dei capigruppo, svoltasi stamane a Palazzo Antonelli, si sarebbe rifiutato di dare seguito alla richiesta di convocazione regolarmente presentata da ben 8 Consiglieri Comunali lo scorso 11 aprile, sulla famosa delibera 66, soprannominata “bavaglio”.

Stando alla curiosa interpretazione del Corsi, ai Consiglieri Comunali non sarebbe permesso discutere e richiedere Consigli Comunali sulle delibere di giunta e da qui l’inammissibilità della richiesta avanzata dagli 8.

Pur volendo trovare aspetti comici nella vicenda, ed in modo particolare sulle interpretazioni che l’amministrazione Caligiore fa delle Leggi, quanto sta accadendo pone seri limiti alla vita democratica di questa cittadina.

Sulle interpretazioni soggettive e di comodo che l’amministrazione Caligiore ha compiuto, è bene ricordare che il Sindaco Caligiore partecipò, con il proprio voto, all’elezione del Presidente del Consiglio Comunale pur non potendo farlo e che questa amministrazione ha modificato il testo di un allegato alla delibera di Consiglio Comunale, votata il 29/11/2016, addirittura dopo la sua approvazione!

Sulla negazione della richiesta di Consiglio, una posizione netta è stata presa dal capogruppo del Partito Democratico, Giulio Conti, che sulla propria pagina facebook, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

Giulio Conti

Quello che sta accadendo a Ceccano negli ultimi tempi desta certamente molta preoccupazione. E forse, quell’appellativo di “ducetto” che proprio lo stesso Consigliere Conti ha tirato in ballo nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, rende chiaramente l’idea del clima che si sta tentando di instaurare in città.

Un clima che se tanti all’inizio definivano militare, ora rischia di trasformarsi in repressione stile scuola Diaz al G8 di Genova. E magari chissà… potrebbe non essere più neanche una coincidenza il fatto che qualcuno, a quel G8, c’era per davvero?

Ceccano: privatizzazione della pubblica illuminazione senza maggioranza

Il Sindaco Caligiore non ha la maggioranza sulla privatizzazione della pubblica illuminazione.

A dimostrarlo è la delibera n. 75 del 04/04/2017.

Non è bastato, infatti, l’ingresso di Antonio Aversa in maggioranza, in quanto l’assessore di riferimento del suo gruppo consiliare non ha partecipato al voto della delibera di affidamento dell’incarico ad Hera, risultando assente.

Ma se si va a guardare l’elenco delle delibere, ci si accorge che la delibera 75 ha come numero di registro generale 547/2017 e dunque è stata votata tra la n. 546/2017 (delibera n. 78) e la n. 548/2017 (delibera 79) dove l’assessore in quota Aversa era invece presente.

Le immagini riportate di seguito sintetizzano al meglio quanto accaduto all’interno della giunta, dando idea delle divisioni interne ad una maggioranza che non può definirsi tale e che certamente non ha i numeri per concretizzare un appalto di ben 9milioni di euro che vincolerà i cittadini di Ceccano per 20 anni.



Ceccano: perché Caligiore mente sui veri motivi che hanno portato al riordino della differenziata?

differenziata

I motivi che hanno portato al riordino del calendario della raccolta differenziata, sono strettamente collegati all’assunzione di ben 10 persone e non alla capacità dei cittadini di saper fare o meno la raccolta differenziata.

I ceccanesi, messi alla prova fin dal 2011, dalle precedenti amministrazioni comunali, che avevano svolto assemblee di quartiere e distribuito materiale informativo, sono riusciti a portare la raccolta differenziata ad una percentuale che ha sfiorato il 70%.

Ed a Ceccano il problema della raccolta differenziata non si è mai posto. L’unica polemica fatta al calendario di raccolta, era stata quella di estendere il ritiro dell’umido a 3 volte a settimana su tutto il territorio e non solo al centro storico.

Ora si è deciso di ridurre i giorni di raccolta, portandoli da 6 a 4, di ritirare l’indifferenziato una sola volta a settimana e di ritirare la carta e la plastica ogni 15 giorni.

Perché?

I motivi sono ben chiari e non sono quelli espressi dal sindaco Caligiore e dai consiglieri comunali della sua maggioranza nel corso della seduta del consiglio dello scorso giovedì.

I motivi, come già introdotto, non sono legati alla capacità dei ceccanesi di saper differenziare, ma strettamente collegati all’obbligo della nuova ditta aggiudicataria dell’appalto, di assumere 10 persone, la cui selezione come avverrà ed in base a quali criteri? Ci ritroveremo con candidati delle liste di Caligiore assunti, come del resto già accaduto con candidati a cui sono stati assegnati incarichi professionali e commesse?

E’ evidente, infatti, che una ditta che dovrà farsi carico di assumere 10 persone, oltre al proprio personale già operante, andrà incontro a spese contabili elevate, per la corretta regolarizzazione degli stessi, le coperture assicurative e contributive ai fini previdenziali

E come ammortizzare queste spese se non con la riduzione del servizio “porta a porta”, spingendo i ceccanesi a portare essi stessi i rifiuti differenziati presso l’isola ecologica?

La plastica è il rifiuto maggiormente prodotto a Ceccano. Lo dicono i dati statistici, per altro contenuti nel progetto deliberato dalla giunta Maliziola, firmato dal dirigente di settore, e premiato dall’amministrazione provinciale con un finanziamento di circa 250mila euro.

Perché, dunque, il rifiuto maggiormente prodotto si sceglie di raccoglierlo una volta ogni 15 giorni insieme alla carta?

La risposta è semplice: perché è uno dei rifiuti che impegnerebbe di più nel ritiro la società aggiudicataria del servizio (sia in termini di “manovalanza” che nel numero di mezzi), ed ancora, perché essendo la sua produzione eccessiva, visto anche l’ingombro che causerebbe nelle singole abitazioni, in maniera direttamente proporzionale costringerebbe i cittadini a portare essi stessi la plastica (e di conseguenza anche altri rifiuti), presso il centro di raccolta, pur di sbarazzarsene il prima possibile.

Dunque Caligiore starebbe attuando soltanto un primo passo di una grande e più complessa riforma che potrebbe vedere anche scomparire del tutto il servizio di ritiro “porta a porta”, costringendo i ceccanesi a recarsi in prima persona a depositare i rifiuti differenziati presso l’eco-centro?

Infine, il nuovo calendario di raccolta penalizzerà pesantemente tutti gli amanti degli animali, che vivono in casa con cani, gatti ed altri animali domestici, i cui bisogni, potendo essere ritirati soltanto una volta la settimana, provocheranno due reazioni: la prima, quella dei meno arrendevoli, porterà i cittadini a recarsi di nuovo presso l’eco-centro. La seconda, invece, sarà causa di una crescita esponenziale dell’abbandono degli stessi, con una conseguente crescita anche del fenomeno del randagismo, argomento per altro mai affrontato dall’amministrazione Caligiore.

Ceccano: metà consiglio comunale chiede lumi sulla “delibera bavaglio”

Ben 8 consiglieri comunali, la metà esatta dei presenti in consiglio, hanno presentato questa mattina una richiesta di consiglio comunale urgente sulla delibera 66, nota ai più come “delibera bavaglio”, per il suo tentativo di limitare le libertà di pensiero e opinioni altrui, garantite dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

La vicenda apre inoltre un ulteriore dibattito politico sui numeri necessari per garantire una maggioranza stabile, che il Sindaco non ha più!

Si riporta di seguito il testo completo della richiesta di consiglio.

Ceccano: il Comune ritira una determina sulla raccolta differenziata. Lapsus freudiano o inesperienza amministrativa?

Affidato con una determina (n. 76 del 22/03/2017), alla società Gea, il compito di attuare il progetto di raccolta differenziata finanziato dalla Provincia.

Ma la determina non si poteva fare, perché il bando di assegnazione del servizio non è stato ancora espletato, e dunque non si è in grado di sapere quale società, se ancora la Gea o un’altra, risulterà aggiudicataria.

Così, il Comune di Ceccano, con una nuova determinazione (n. 77 del 24/03/ 2017), ha dovuto provvedere al ritiro della precedente.

Quanto accaduto testimonia la fase di totale confusione politico-amministrativa che si stia respirando in questo momento nella cittadina dei Conti.

E gli amministratori, troppo impegnati con la delibera “bavaglio”, a cercare cittadini da denunciare, non si stanno rendendo conto di conbinarne, giorno dopo giorno, una più grossa dell’altra, mandando in confusione perfino i dirigenti.

Su quanto accaduto, invece, alcuni ipotizzano che sarebbe già certa l’aggiudicazione della stessa Gea e dunque l’errore prenderebbe la forma di un “lapsus freudiano”…

Tempo al tempo.