La delibera 66 mostra come l’Italia tornerà a regredire nella classifica del World Press Freedom Index

Italia 52 posto

Il passo in avanti fatto dall’Italia in questo ultimo anno, nella classifica mondiale dei Paesi con maggiore libertà di stampa (“World Press Freedom Index”), curata da Reporter Senza Frontiere (RSF), potrebbe essere messo a rischio e lo sarà senz’altro, da atti amministrativi come la delibera 66 del 21 marzo scorso, votata dalla giunta comunale di Ceccano, guidata dal Sindaco Roberto Caligiore.

La delibera, infatti, non pone limiti al raggio d’azione. L’Amministrazione Caligiore non ha mirato all’obiettivo di perseguire le notizie false, conosciute anche come “fake news”, che recano danno a chiunque operi con serietà nel settore, ma ha preferito mettere sullo stesso piano blog d’informazione, dove chi scrive appone la propria firma, facendosi carico anche di determinate responsabilità, con lettere e volantini anonimi, per altro già oggetto di indagini da parte delle Autorità competenti, nonché di una richiesta di chiarimenti che gli stessi vertici della Procura di Frosinone, già nei mesi scorsi, avevano inoltrato all’indirizzo del Sindaco, come confermato dall’assessore Massimo Ruspandini, in un suo intervento al consiglio comunale del 27 dicembre scorso, dove a sua volta gli stessi vertici della Procura di Frosinone diventavano oggetto di un attacco politico da parte dello stesso assessore. Circostanza questa mai accaduta prima d’ora al consiglio comunale di Ceccano.

Nel World Press Freedom Index, l’Italia quest’anno si trova collocata al 52° posto su 180. Addirittura davanti ad Essa ci sono Paesi che difficilmente si possono definire campioni di democrazia: per esempio al 42° posto, nella stessa posizione del 2016, c’è il Burkina Faso, nel quale non esistono grandi organizzazioni editoriali e dove negli ultimi anni si sono succeduti colpi di stato, attacchi di al Qaida e dove l’anno scorso si sono tenute le prime elezioni democratiche in 27 anni.

Aprendo il sito dell’organizzazione si legge che tra le cause dei problemi italiani c’è l’effetto di “capi politici”. Per questo motivo, “sotto la pressione dei politici, spesso i giornalisti italiani optano per l’auto-censura”. Insomma, scrive RSF, “un livello di violenza allarmante”.

Altrettanto potrebbe essere definita la pressione esercitata dalla delibera 66 del 21 marzo scorso, adottata dal Comune di Ceccano, che non avendo un limite d’azione esclusivo per le notizie false, potrebbe costringere dei giornalisti ad evitare di scrivere o trattare determinate notizie, per evitare eventuali disavventure in Tribunale, facendo indirettamente un favore all’Amministrazione Caligiore, che in questo modo raggiunge il suo vero obiettivo: silenziare il dibattito sull’operato amministrativo.

Del resto, da censori già autori di roghi di libri in pubblica piazza, non ci si poteva di meglio.

 

Ceccano: Bene hanno fatto gli 8 Consiglieri a diffidare il Presidente

Senza entrare nel merito dei contenuti della delibera 66 del 21 marzo scorso, ciò che sta accadendo a Ceccano in questi ultimi giorni desta molta preoccupazione, dal punto di vista politico ed amministrativo.
Attraverso una serie di motivazioni imbarazzanti ed un’interpretazione molto soggettiva, nonché di comodo del Testo Unico degli Enti Locali e del Regolamento del Consiglio Comunale di Ceccano, è stato leso il diritto di ben 8 Consiglieri Comunali democraticamente eletti, che non rappresentano soltanto il 50% dell’assise comunale, ma una fetta importante della popolazione di Ceccano.
Il Sindaco Caligiore ed il Presidente del Consiglio Corsi, sono consapevoli di ciò?
E’ chiaro che la loro posizione, dal punto di vista politico ed amministrativo, ha raggiunto ora un punto di non ritorno.
Con una serie di scelte a dir poco discriminanti ed in palese contrasto con la Carta Costituzionale e con lo Statuto Comunale, si stanno ledendo i diritti dei ceccanesi.
Bene hanno fatto, dunque, gli otto Consiglieri Comunali della minoranza, con i quali mi complimento, nel portare immediatamente avanti le iniziative di contrasto necessarie, nei confronti di questo modo di amministrare che vuole trasformare la città di Ceccano non in un Comune libero, democratico, in cui è garantita la trasparenza e la libera partecipazione dei cittadini, ma in una sorta di Repubblichetta, forse parallela di qualche altra realtà già sconfitta dagli uomini e dalla storia.
Le dinamiche all’interno del Consiglio Comunale, inoltre, sono anche lo specchio del livello di gradimento da parte dei cittadini in merito all’operato di questa amministrazione.
Il Sindaco Caligiore ha perso oltre che la maggioranza in Consiglio, il consenso dei ceccanesi. Non lo ha più!
Le sue scelte amministrative scellerate e prive di confronto, in modo particolare sulla raccolta differenziata, che subirà una netta riduzione del servizio, e sull’appalto della pubblica illuminazione, che vincolerà i ceccanesi per 20 anni a pagare la somma di 9 milioni di euro, non sono state gradite da diverse migliaia di cittadini, perfino da moltissimi suoi ex elettori. Quest’ultimo atto, per altro, è stato siglato dal Sindaco senza la disponibilità di una maggioranza. Abbiamo appurato, infatti, che la delibera di giunta specifica non è stata votata neanche dai referenti in giunta del nuovo gruppo consiliare, approdato al governo cittadino con il compito di tenere Caligiore ed i suoi amici a galla ancora per un po’, magari combinando qualche altro bel disastro amministrativo o votando nuove delibere capaci di ledere i diritti inviolabili di ogni singola persona.

Ceccano: Presentata una formale diffida per la mancata convocazione del Consiglio Comunale

Con una formale lettera di diffida, il Presidente del Consiglio Comunale di Ceccano è stato diffidato a convocare la pubblica assise, come da richiesta già sottoscritta.

Anche la diffida riporta la firma di 8 consiglieri comunali e in caso di mancata convocazione spetterà, come già annunciato, al Prefetto intervenire.

Ceccano: assessore assente anche nelle delibere 78 e 79. Errore del segretario generale.

Quel pasticciaccio brutto sulla presenza/assenza dell’assessore comunale in quota Aversa, nelle delibere di giunta n. 75, 78 e 79, già illustrato nei giorni scorsi su queste pagine, lo ha “risolto” il Segretario Generale del Comune di Ceccano.

La dottoressa Tanzi, infatti, con il prot. 8373, del 28 aprile scorso, ha attestato l’assenza dell’assessore su tutte le 3 delibere votate il giorno 4 aprile 2017, assumendosene la responsabilità e definendo lo stesso un mero errore materiale compiuto nella compilazione dei verbali.

Vero o meno che sia, l’errata corrige del segretario, pone rimedio solo alla pessima figura che scaturiva dalla lettura degli atti.

A livello amministrativo, infatti, l’assenza dell’assessore continua a mostrare la debolezza del Sindaco e l’inconsistenza della sua maggioranza, specie su atti importanti, come l’esternalizzazione ventennale di un servizio, al costo di 9 milioni di euro circa.

Ceccano: Marco Corsi Sindaco… alla faccia di Caligiore

Che nella coalizione di maggioranza guidata dal Sindaco Caligiore ci sia qualcosa che non vada, ormai è sotto gli occhi di tutti ed è per questo, forse, che qualcuno inizia già a pensare di trarne il massimo vantaggio. Ma a farlo in modo così plateale, non sono gli esponenti dell’opposizione, come qualcuno potrebbe immaginare, bensì il Presidente del Consiglio Comunale, che attraverso le pagine social, è tornato a lanciare l’ipotesi di una sua candidatura alla carica di Sindaco.

Un sogno nel cassetto che Corsi coltiva da tempo e che potrebbe concretizzarsi vista l’incapacità di Caligiore di saper governare?

Corsi, qualche ora più tardi, ha tentato di sminuire il fatto, dichiarando che si è trattato semplicemente della condivisione, in termini “social”, di un ricordo di qualche anno fa.
Ma si può condividere pubblicamente il ricordo di una vecchia storia d’amore quando ormai si è coniugati con una nuova persona?

Caligiore, infatti, sembra non aver gradito lo scivolone sul social da parte del presidente.

Tra i diversi commenti a caldo, non sono mancate alcune critiche nei confronti di Corsi, sia da parte dei caligioriani più fedeli, che tra i primi dei non eletti.

Ceccano: il Consiglio Comunale potrebbe convocarlo il Prefetto

Per la prima volta nella storia amministrativa del Comune di Ceccano, il Consiglio Comunale potrebbe convocarlo il Prefetto in persona, ai sensi dall’art. 39, comma 5, del Decreto Legislativo 18 Agosto 2000, n. 267.

Il Presidente del Consiglio Comunale Marco Corsi, infatti, durante la conferenza dei capigruppo, svoltasi stamane a Palazzo Antonelli, si sarebbe rifiutato di dare seguito alla richiesta di convocazione regolarmente presentata da ben 8 Consiglieri Comunali lo scorso 11 aprile, sulla famosa delibera 66, soprannominata “bavaglio”.

Stando alla curiosa interpretazione del Corsi, ai Consiglieri Comunali non sarebbe permesso discutere e richiedere Consigli Comunali sulle delibere di giunta e da qui l’inammissibilità della richiesta avanzata dagli 8.

Pur volendo trovare aspetti comici nella vicenda, ed in modo particolare sulle interpretazioni che l’amministrazione Caligiore fa delle Leggi, quanto sta accadendo pone seri limiti alla vita democratica di questa cittadina.

Sulle interpretazioni soggettive e di comodo che l’amministrazione Caligiore ha compiuto, è bene ricordare che il Sindaco Caligiore partecipò, con il proprio voto, all’elezione del Presidente del Consiglio Comunale pur non potendo farlo e che questa amministrazione ha modificato il testo di un allegato alla delibera di Consiglio Comunale, votata il 29/11/2016, addirittura dopo la sua approvazione!

Sulla negazione della richiesta di Consiglio, una posizione netta è stata presa dal capogruppo del Partito Democratico, Giulio Conti, che sulla propria pagina facebook, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

Giulio Conti

Quello che sta accadendo a Ceccano negli ultimi tempi desta certamente molta preoccupazione. E forse, quell’appellativo di “ducetto” che proprio lo stesso Consigliere Conti ha tirato in ballo nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, rende chiaramente l’idea del clima che si sta tentando di instaurare in città.

Un clima che se tanti all’inizio definivano militare, ora rischia di trasformarsi in repressione stile scuola Diaz al G8 di Genova. E magari chissà… potrebbe non essere più neanche una coincidenza il fatto che qualcuno, a quel G8, c’era per davvero?

Ceccano: privatizzazione della pubblica illuminazione senza maggioranza

Il Sindaco Caligiore non ha la maggioranza sulla privatizzazione della pubblica illuminazione.

A dimostrarlo è la delibera n. 75 del 04/04/2017.

Non è bastato, infatti, l’ingresso di Antonio Aversa in maggioranza, in quanto l’assessore di riferimento del suo gruppo consiliare non ha partecipato al voto della delibera di affidamento dell’incarico ad Hera, risultando assente.

Ma se si va a guardare l’elenco delle delibere, ci si accorge che la delibera 75 ha come numero di registro generale 547/2017 e dunque è stata votata tra la n. 546/2017 (delibera n. 78) e la n. 548/2017 (delibera 79) dove l’assessore in quota Aversa era invece presente.

Le immagini riportate di seguito sintetizzano al meglio quanto accaduto all’interno della giunta, dando idea delle divisioni interne ad una maggioranza che non può definirsi tale e che certamente non ha i numeri per concretizzare un appalto di ben 9milioni di euro che vincolerà i cittadini di Ceccano per 20 anni.