Ceccano: un Caligiore in tilt convoca una singolare riunione

​C’è una frase celebre di Voltaire, riportata anche in una vignetta di Alfio Krancic, che probabalmente il Sindaco di Ceccano non ha mai letto, o forse più semplicemente che non ama fare sua.

Nei giorni scorsi, infatti, il primo cittadino, Roberto Caligiore, avrebbe indetto, presso i locali del Comando di Polizia Municipale, una singolare riunione con tutti i dirigenti dei vari settori dell’Ente.

Riunione singolare, poiché l’oggetto dell’incontro sarebbe stato quello di comunicare una serie di divieti assoluti, alquanto insoliti, cui dovrebbero attenersi, d’ora in avanti, non solo i dipendenti che prestano attività lavorativa presso il Comune di Ceccano, ma anche tutti i loro parenti.

Per i dipendenti comunali e per tutti i loro familiari, di ogni grado, infatti, sarebbe stato fatto divieto di esprimere giudizi di critica nei confronti dell’amministrazione in carica, sul suo operato e su qualsiasi altro argomento riguardante la città di Ceccano e le sue problematiche, anche di tipo ambientale, specie sui social network.

A loro volta, i dirigenti comunali sono stati costretti ad organizzare, ognuno nel rispettivo settore di competenza, un incontro per riferirne il contenuto al personale in esso impiegato, chiedendo di attenersi a quanto richiesto dal Sindaco.

A scatenare questa a dir poco incauta reazione del primo cittadino, le critiche che in questi giorni stanno piovendo sull’amministrazione comunale, in merito all’appalto di oltre 9 milioni di euro che per 20 anni costringerà i cittadini di Ceccano a legarsi con una cooperativa partecipata dell’Emilia Romagna, facente parte di quel sistema delle coop rosse su cui, fin dagli anni 70, il giornalista de “Il Borghese”, Giuseppe Bonanni, di Ceccano, se ne occupò in numerose inchieste. Cooperativa, inoltre, che con molta probabilità subappalterà la gestione ad una nuova società, di cui al momento si ignora la regia e chi ne manovra i cosiddetti fili.

Di fronte a tali e gravissimi fatti, limitativi delle libertà personali sancite nella Costituzione Italiana ed in totale spregio allo Statuto dei Lavoratori, ritengo necessario, per mia natura, opporsi fortemente.

Non vorrei che per “Il Principe Caligiore”, giunto allo scranno più alto di Palazzo Antonelli più per fortuna che per virtù personali, quasi come Cesare Borgia nel celebre saggio di Niccolò Machiavelli, avesse scambiato la sede comunale per qualche vecchio comando militare, arrogandosi il diritto di instaurare un clima di repressione e paura che sembra voler ricordare la dittatura argentina di qualche decennio fa.

Pur comprendendo il clima di difficoltà in cui sta sprofondando la sua maggioranza, causa soprattutto dell’impreparazione amministrativa dilagante su ogni questione e problematica del territorio, è questo il primo passo con il quale Caligiore sta mostrando ai cittadini il suo vero volto, dopo aver a lungo indossato la maschera per la conquista della vittoria, con la quale mi auguro possa tornare a sfilare a breve, lungo le strade di Ceccano, per il caratteristico carnevale!

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