Lettera ad un mio coetaneo

Ciao Gino, 
da qualche parte nell’aldilà, dove ti trovi ora, oltre i confini di ciò che per convenzione, qui, chiamiamo ancora “vita”, senza sapere se ciò che attraversiamo giornalmente sia degno di portare questo nome, ti giungerà l’eco di questa mia lettera, o forse soltanto il suono ovattato dei tasti che spingo sulla tastiera del computer, per comporla e buttare fuori un po’ della rabbia che ho dentro.

Scriverti, per ora, è come mettere una lettera dentro una bottiglia di vetro e lanciarla nel mare.

Noi non ci conoscevamo personalmente, ma venendo a conoscenza della tua morte, ho avuto la certezza di aver condiviso con te qualcosa di più profondo rispetto al fatto di essere nati nello stesso anno, aver vissuto nella stessa cittadina o frequentato qualche comune amico.

Tutti parlano della malattia che in pochi mesi ti ha strappato via dalla vita, lontano dalla tua famiglia, da tua moglie e dai tuoi 2 figli, che ora cresceranno senza averti più accanto, senza avere più accanto l’amore che solo un padre sa dare ai propri figli! E che è un amore diverso, anche da quello di una madre…

Io, invece, so il nome di chi ti ha ucciso!

E lo so così bene, che senza neanche pronunciarlo o scriverlo direttamente, creerò l’ennesimo scandalo, susciterò l’ennesima indignazione di qualche potentato di turno.

Io so, come scriveva Pier Paolo Pasolini, chi ha ucciso te e tante altre persone, tra cui alcune a me care.

E conosco i nomi di chi impedirà, attraverso manipolazioni di ogni sorta, la scoperta di questo assassino, l’avvio del suo processo ed infine la sua condanna, poiché, ancora una volta, non ne conoscerà alcuna… restando libero di mietere nuove vittime, proprio come te, dopo di te.

Conosco uno ad uno questi nomi e so che useranno senza scrupolo il loro denaro, non per aiutare altre persone, ancora in vita, costrette a dover fronteggiare il tuo stesso problema, non tanto per impedire che la verità venga a galla (questo è già di per se scontato), ma per il solo fatto che si affronti o si dibatta sull’argomento.

Questa piovra, questo mastro burattinaio che manovra tante insignificanti marionette piegatesi alla sua volontà, comprerà ancora il silenzio. Pagherà per un po’ di omertà, quel tanto che basta per far tacere insignificanti, grotteschi e ghiotti personaggi privi di un solo briciolo di dignità e senso morale: pennivendoli, editori, rappresentanti politici ed istituzionali… perfino giudici, più miopi che nani, tanto per citare De André, ma ugualmente con il cuore troppo vicino al buco del culo!

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