Ceccano: censurato il video del Consiglio Comunale

Stefano Gizzi consiglio comunale 30 aprile 2016

Il video del Consiglio Comunale dello scorso 30 aprile, sarà censurato. Le dichiarazioni e gli interrogativi posti dall’assessore Gizzi e non graditi dall’ex Sindaco Ciotoli e dall’azienda Viscolube Srl, chiamata in causa, non saranno semplicemente vietate ai minori, ma eliminate.

Nella maggioranza guidata dal Sindaco Roberto Caligiore, passa dunque la linea “Ciotoli” e dell’oscurantismo che ha portato la cittadina di Ceccano a sprofondare sotto ogni punto di vista: economico, sociale, culturale ed anche politico-amministrativo.

E con essa passeranno tutte le conseguenze del caso, compreso un esposto alla Direzione Investigativa Antimafia ed alla Procura della Repubblica che un gruppo di cittadini ha già firmato ed inoltrato.

Si creerà, inoltre un grave precedente che, d’ora in avanti, sottoporrà la maggioranza ad essere schiava di ogni eventuale richiesta di oscuramento della diretta streaming, che qualsivoglia lamenti nei confronti dei contenuti trattati nel corso della pubblica assise.

Ma il dato più drammatico è proprio il voler scendere al livello dei peggiori esempi amministrativi degli ultimi anni. Il caso più eclatante, infatti, fu la sparizione della registrazione del consiglio comunale nel quale si verificò uno scontro verbale e fisico tra un ex assessore della giunta Ciotoli e l’operatore sociale Domenico Maura.

Ufficialmente, quella registrazione non fu mai disponibile per motivi tecnici, anche se tutti, fin da subito, intuirono il perché di tutto ciò.

Come pure facile intuire la decisione di voler cancellare questo filmato da parte dell’amministrazione comunale. Se da un lato, infatti, si è parlato delle possibili conseguenze che potrebbero esserci qualora l’ex Sindaco Antonio Ciotoli dovesse esporre una denuncia nei confronti dell’assessore Gizzi per presunta diffamazione, dall’altro è risaputo ai più, che il gesto istintivo fatto dal Sindaco Caligiore, ovvero quello di battere le mani allo stesso Gizzi, non è stato gradito dalle più alte sfere della nota azienda petrolchimica chiamata in causa dall’assessore alla Cultura.

 

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