Ceccano: la Pro Loco boccia la storia pu n cungon cu gli pedi

Ho appreso sbigottito, in queste ultime ore, che l’Associazione Pro Loco di Ceccano ha organizzato, nei giorni scorsi, una conferenza stampa per presentare un suo nuovo logo ed il suo nuovo sito internet.

Definire inquietante il nuovo logo della Pro Loco di Ceccano è dir poco. E mi spiego meglio, onde evitare fraintendimenti. Non voglio dare, infatti, con questa affermazione, alcuna lezione di stile, di gusto o grafica a chi lo ha curato. Tantomeno recare offesa al suo autore. Non mi permetterei mai e non è questo il mio intento. Quando uso l’aggettivo inquietante, mi riferisco all’atto di RINUNCIA che la Pro Loco di Ceccano stessa ha compiuto, nei confronti della storia di questa città e della sua dignità culturale.

La Pro Loco di Ceccano, sostanzialmente, ha deciso di voler cambiare il proprio logo, RINUNCIANDO, per motivi del tutto futili, alla meravigliosa immagine che ritraeva il Castello dei Conti di Ceccano, con le merlature sulla torre mastio, volute dal Marchese Filippo Berardi e realizzate, nel corso di un restauro più complesso, all’epoca curato dall’Architetto Antonio Cipolla, autore anche delle scuderie del Quirinale, per sostituirla con un’immagine che non ha nulla a che vedere con la storia di Ceccano ed i suoi luoghi simbolo, che potremmo tranquillamente ribattezzare, nel gergo dialettale nostrano: “n cuncon cu gli pedi!”.

E’ davvero qualcosa che, personalmente mi imbarazza fortemente e lascia senza parole, anche perché dal lontano 2004, porto avanti con insistenza una battaglia culturale che, in un periodo storico politico in cui a Ceccano, proprio la rivalutazione culturale di tutto ciò dovrebbe segnare la differenza ed un netto distacco con il passato amministrativo, non viene neanche presa in considerazione. Pertanto, lancio un appello pubblico nei confronti della Pro Loco di Ceccano e del suo Presidente, Marina Scopigli, invitandola a ripensare alla rimodulazione fatta del logo, al fine di non rinunciare a quello storico fino ad ora utilizzato. Contestualmente, invito l’Amministrazione Comunale di Ceccano e l’Assessore alla Cultura, Stefano Gizzi, a predisporre, attraverso gli uffici e le commissioni consiliari preposte, un lavoro di sinergia con la Sopraintendenza del Ministero dei Beni Culturali, al fine di ottenere, non solo le risorse finanziare per completare il restauro ed il recupero del Castello dei Conti, ma una rivisitazione architettonica e strutturale dell’attuale torre mastio del castello, ridotta da anni, a misero pagliaio diroccato di casolare di campagna, indegno non solo per gli abitanti di Ceccano, ma della storia di questa cittadina e di quella che un tempo fu la sua Contea!

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