Ceccano: la sinistra fa guerra alla “sinistra”…

Piazza XXV Luglio

Cosa c’è che non va nel panorama politico del centro sinistra di Ceccano?

E’ una domanda che ci si pone legittimamente, a fronte dell’elevato numero di candidature che, mai come questa volta, in una tornata elettorale, sono emerse così numerose.

Dopo Luigi Compagnoni, Manuela Maliziola e Gianni Querqui, si aggiunge ora la candidatura di Domenico Aversa, già in passato consigliere comunale nella lista di Rifondazione Comunista.

Domenico Aversa, presenterà ufficialmente la sua candidatura a Sindaco, nella giornata di domani, sabato 28 marzo, alle ore 11:30.

La sua candidatura Sindaco, come quella della Maliziola, non rientra tra i partecipanti alle elezioni primarie che ne hanno contestato il risultato.

Dunque, da parte di costoro, c’era un chiaro intento di presentarsi alle elezioni. Ma se la candidatura di Manuela Maliziola, appare in un certo qual modo “obbligatoria”, a fronte delle dimissione dei consiglieri comunali che di fanno hanno compromesso nel giugno scorso, il suo mandato amministrativo, quella di Domenico Aversa è una novità del tutto nuova, che ha osato sfidare i corteggiamenti perfino da parte della coalizione vincitrice delle elezioni primarie.

Non resterà che aspettare la giornata di domani per scoprire quali siano i motivi che hanno spinto Aversa a questa candidatura. Certo è che, ricordando alcune sue iniziative politiche, non si può far a meno di evidenziare un netto distacco tra lo stesso ed i metodi e le politiche adottate da quel centro sinistra di Antonio Ciotoli, di cui, per un periodo, aveva fatto parte.

Forse qualcosa nella sinistra di governo degli ultimi anni non deve aver funzionato… e la colpa, ovviamente, non può essere soltanto della Maliziola!

Quelli come Domenico Aversa, con molta probabilità, se ne sono resi conto, insieme a decine di suoi elettori e storici simpatizzanti: a Ceccano, negli ultimi anni, vi è stata una “sinistra” più attenta al clientelismo ed ai grandi interessi che ha dimenticato totalmente il sociale, il disagio giovanile, la disoccupazione crescente e le problematiche ambientali e di salute di un territorio ormai devastato, che sembra quasi affacciarsi al nuovo giorno, come se il conflitto bellico si fosse concluso soltanto ieri!

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