Ceccano: nessuna Rems presso l’ospedale di viale Vetus!

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L’Asl di Frosinone per alcuni giorni, con toni troppo trionfalistici, aveva illuso i ceccanesi di poter riqualificare l’area degradata dove ancora oggi, a distanza di anni, prende forma la struttura in cemento di un ospedale mai portato a conclusione: quello di viale Fabrateria Vetus.

Con decreto del Commissario ad Acta n° 72 del 19 Febbraio scorso (scaricabile al seguente link: http://www.regione.lazio.it/binary/rl_sanita/tbl_normativa/SAN_DCA_U00072_19_02_2015.pdf), è stato infatti deciso che la Rems definitiva sorgerà presso Borgo Santa Lucia, con la costruzione, in un’area adiacente alla stessa dove ora era ubicata la comunità, di una struttura apposita.

Del resto la storia della demolizione e recupero dell’edificio di viale Vetus, era sembrata debole fin dall’inizio per molti aspetti.

Anzitutto le contraddizioni della Asl stessa, che a distanza di pochi giorni, aveva diramato notizie sulla stampa che si contraddicevano. E come poteva contraddirsi la Asl se davvero fosse esistito un progetto per la demolizione e riqualificazione di quell’area?

Senza contare poi il discorso che se davvero esisteva un progetto del genere, c’era anche un equipe di architetti e professionisti del settore, che avrebbe da tempo lavorato alla sua stesura.

La struttura di via Vetus, dunque, resterà così come è. Un piatto ancora appetibile per i poteri forti dell’edilizia locale, che già nel corso degli ultimi anni, hanno spalmato cemento su gran parte del territorio, a fronte di un centro storico appositamente portato al degrado ed all’abbandono, al fine di poter continuare a vendere appartamenti costruiti nei nuovi fabbricati.

Un’altra delle possibili soluzioni per la struttura di via Anime Sante, potrebbe essere l’utilizzo in un grande progetto di “housing sociale”, che prevede la realizzazione o comunque l’utilizzo di circa 50mila metri cubi di cemento, destinati ad essere realizzati o comunque acquisiti, con l’acquisto di fabbricati già esistenti, rimasti invenduti.

Proprio al fine di soccombere all’emergenza abitativa, in più occasioni, infatti, si era parlato della possibilità di poter acquistare, da parte dell’Ater, questi appartamenti.

Una speculazione paurosa, con la quale potrebbe giocarsi il destino della campagna elettorale in corso.

Una speculazione che ha già segnato il destino di Ceccano, perché fu uno dei motivi della caduta del Sindaco Maliziola.

Una speculazione per la quale sarebbero già stati fissati i prezzi di vendita degli appartamenti, ora rimasti invenduti sul mercato, a 1200,00 euro il metro quadrato. Prezzi di gran lunga superiori agli importi con i quali oggi vengono vendute le case a Ceccano, il cui valore, per via anche della crisi economica, è sceso notevolmente.

E allora, non possono non tornare alla mente le parole che il Commissario D’Alascio ribadì nel corso di un incontro che tenne, proprio su questo argomento, con l’ex Sindaco e Commissario dell’Ater Antonio Ciotoli: “SE QUELLE CASE NON SI SONO VENDUTE, PERCHE’ SONO STATE FATTE COSTRUIRE?”

La Procura della Repubblica di Frosinone starà a guardare anche questa volta? Oppure in questa provincia, ed a Ceccano in modo particolare, esistono soltanto i presunti reati di diffamazione a mezzo stampa?

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