Ed un anno è già volato via…

Francesco Bartoli

A distanza di 365 giorni è ancora difficile per me riuscire a scrivere ed a parlare della morte di Francesco Bartoli.

In tante circostanze, specie con il lavoro di corrispondente per un quotidiano locale, che mi ha visto impegnato per diversi anni, mi è capitato di dover affrontare il tema della morte. Mai come in questo caso, ho provato e continuo a provare però una simile difficoltà. E mi blocco davanti ad uno schermo con il suo foglio elettronico che resta bianco o ad un quaderno con le righe ancora vuote, come se la mia penna, non volesse accettare di scrivere su quanto accaduto.

Ma questo anniversario non poteva trascorrere con il mio silenzio.

E allora provo a romperlo, infischiandomene un po’ anche di quella perfezione che tante volte mi ha portato a cancellare, ad accartocciare pensieri, solo perché ritenuti ancora non all’altezza del meglio che posso riuscire a dare.

E scrivo così, di getto… tra un colpo di tosse, qualche brivido di freddo e una serie di ricordi che sembrano pulsarmi dentro con tutta la loro vivacità.

Esattamente un anno fa, il 22 Gennaio 2014, veniva a mancare improvvisamente all’affetto dei suoi cari e di quanti hanno conosciuto ed apprezzato le sue opere, Francesco Bartoli, artista poliedrico, di grande spessore non solo culturale, ma soprattutto umano.

Per chi come me ha avuto la fortuna ed il piacere di frequentare il suo studio, la sua casa, la sua famiglia, condividendo con lui pensieri, forme di linguaggio, di espressione artistica, ma anche la realtà del “vivere” quotidiano, Francesco Bartoli resta un punto di riferimento intellettuale ineguagliabile.

Ha vissuto la sua vita ritagliandosi quello spazio che per lui era sufficientemente congruo, senza alcuna vanità, volontà di potere, mania di protagonismo o presunzione, malgrado non mancassero in lui genialità e creatività, di cui ha lasciato palpabile traccia non solo in ogni sua opera, ma nella “storia”, nella modalità in cui è nata e si è sviluppata la stessa, singolarmente.

Francesco Bartoli ha vissuto così profondamente l’arte, da divenire egli stesso un’opera d’arte: un capolavoro. Superando se stesso, uscendo fuori dal modo, come diceva San Juan de la Cruz, per pervenire là dove non v’è più modo.

Pier Paolo Pasolini, da sempre un punto di riferimento che ha accumunato entrambi, scriveva e domandava provocatoriamente: “qual è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o fa battere i cuori?”

Senza alcun dubbio posso affermare con fierezza che Francesco Bartoli e le sue forme di espressione artistica hanno fatto e continuano a far battere i cuori. Per questo non vi è alcun momentaneo boato di sottofondo, ma un eco che giunge da lontano e che continuerà a richiamarci, riportarci a lui, attraverso le sue opere. Opere che hanno fatto anche il giro del mondo, come i celebri quadri che finirono nella pellicola di Dario Argento, “Profondo Rosso” o ancora come la lunga sequenza dedicata alla follia della guerra, e che prende il titolo de “La morale del più folle”.

Insieme ad alcuni familiari ed amici, sono onorato di essere socio fondatore di un’associazione culturale a lui dedicata, che ha ripreso il nome dello “Studio 10” di cui era titolare.

Io spero vivamente che questo anniversario, per quanto triste sia per me, e non oso immaginare per i suoi familiari, possa dare il giusto via ad una reinterpretazione delle opere e della vita di Francesco, che certamente merita una considerazione maggiore di quella che fino ad ora la città di Ceccano, la sua città, gli ha conferito.

Lui di certo non condividerà e non avrebbe mai condiviso, ma sento il dovere di dirlo, poiché è ciò che penso realmente.

Ed auspico che qualsiasi amministrazione futura, accolga, non tanto con l’impegno, perché ci si può sforzare di impegnarsi anche in cose per cui si crede poco o non si ha proprio voglia di fare, ma soprattutto con consapevolezza, la necessità di valorizzare l’opera di uno dei suoi più degni ed illustri cittadini.

Per il I° anniversario della morte del caro Francesco, la famiglia Bartoli ha programmato lo svolgimento di una Santa Messa, che sarà officiata in Ceccano, giovedì 22 Gennaio 2015, alle ore 16:30, nella Chiesa di Santa Maria del Corniano, presso il Convento dei Padri Passionisti della Badia.

articolo visita Claudio Simonetti – Studio Francesco Bartoli:

https://antonionalli.wordpress.com/2012/11/04/profondo-rosso-e-i-suoi-quadri-larte-del-maestro-francesco-bartoli-che-strego-dario-argento-e-lascio-con-il-fiato-sospeso-il-mondo-intero/

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