Rally di Ceccano: una provocazione ingigantita mediaticamente. Contenti voi…

Non pensavo che la mia esclamazione provocatoria sul rally di Ceccano, suscitasse il seguito di polemiche che ne è venuto fuori.

Che fosse provocatoria lo aveva capito anche il bambino di 4 anni che abita vicino casa e che mi saluta quando esco o rientro la sera. Gli organizzatori e simpatizzanti di questa manifestazione no… Beh allora deve esserci un problema di fondo, magari di origine culturale.

Forse, tutto questo malinteso, questo vostro elevare a potenza, ingigantire una provocazione, va ricercato antropologicamente nelle modalità di utilizzo e concezione del linguaggio.

Provo a spiegarmi meglio: se io pronuncio la parola candela, tanto per fare un esempio, voi subito pensate al componente di un motore, mentre io magari mi riferisco semplicemente ad una candela da accendere, tipo quella della torta del compleanno.

Poi, partiamo da un presupposto: per quale motivo dovrei candidarmi come Sindaco in un paese in cui non credo?

Si, non credo, perché la vostra Ceccano è destinata a restare così come è, anzi, a continuare a sprofondare come già ha fatto negli ultimi anni, anche se dovesse cambiare l’orientamento politico della maggioranza, e questo soprattutto grazie a quelli come voi, che in tanti anni di malgoverno, che in tanti anni di soprusi e gestione fallimentare, se ne sono stati sempre in rigoroso silenzio.

Vi hanno chiuso l’ospedale, tolto uno dei più moderni macchinari per fare la tac, trasferito il laboratorio delle analisi… e voi lì… sempre zitti.

Insieme a tanti altri che hanno condiviso con me la passione del fare giornalismo locale, abbiamo cercato di spalancarvi gli occhi con i nostri articoli. E voi? Muti, ovviamente, ma non Ettore.

Muti quando vi inquinavano il fiume o riversavano ogni tipo di rifiuti sui terreni della vostra città; muti quando cementificavano Ceccano, specie negli ultimi anni, costruendo perfino sopra i reperti archeologici o in altre aree naturali; muti quando i vostri parenti si ammalavano e morivano di cancro.

Voi ancora una volta lì, in silenzio.

Nessuna manifestazione, nessuna protesta. Al massimo un post su facebook, appunto, dove racchiudete tutta la vostra vera vita reale.

La vostra vita reale, infatti, è dentro questo social network. La mia no, anche perché io, dentro questo social network, a differenza vostra, per quello che ho scritto di molto serio, relativo alla salute di un territorio già di per se fortemente inquinato, e dunque indirettamente anche alla vostra, sono costantemente monitorato, in primis dalla Digos.

C’è da domandarsi se il vostro silenzio sia lo stesso degli sconfitti, dei rassegnati.

No, niente affatto. Perché chi viene sconfitto ha comunque una propria storia da raccontare, una propria dignità, perché ha provato a lottare per qualcosa in cui credeva, anche se poi si è ritrovato dalla cosiddetta parte sbagliata. Voi state nel silenzio degli ipocriti, degli stolti, degli sciacalli, dei vili. Il silenzio di chi trova solo il coraggio dietro una maschera, l’anonimato o il branco.

E nel branco trova il gusto sadico di giudicare senza sapere, senza conoscere. Di giocare a chi la spara più grossa. Ho letto messaggi di auguri davvero sinceri: devo perdere la vista, restare paralizzato, suicidarmi con una corda appesa ad un albero… e tanto altro ancora. C’è addirittura chi ha pensato di scavarmi una fossa per buttarmici dentro seppellendomi vivo. Cavolo, ma almeno fatelo nella migliore tradizione dei film western, fatela scavare a me…

A circa 15 km da Ceccano, esiste un paesino con uno strano personaggio, che tutti conoscono e chiamano “Zi Carletto”.

Zi Carletto sovente si ubriaca. Affoga nell’alcool tutte le sue insoddisfazioni ed amarezze. Una volta ubriaco si lascia andare a grosse risate. Non importuna gli altri. Al massimo prova ad offrirgli un uovo che si sforza di cacare come fosse una gallina. Ma non ci riesce e così accontenta tutti con un coccodé e uno sbattere di ali con le braccia. L’inverno scorso è rientrato a casa sua dove sentiva così freddo, che per scaldarsi ha pensato bene di dare fuoco al materasso del suo letto, rischiando di far bruciare l’intero appartamento.

Voi, con le vostre parole, siete scesi ad un livello molto più basso, neanche avessi io rubato i vostri soldi, appropriandomi indebitamente di cose che non mi appartenevano, come certi politici amici intimi di chi insieme a voi si è divertito a dare corda ai vostri fiati sulla tastiera.

Ed il fatto che non avete avuto bisogno di bere, come questo pover uomo, la dice davvero lunga.

Non mi resta quindi che ringraziarvi vivamente, uno ad uno, per tutto quello che avete scritto e vi auguro l’esatto contrario, o meglio, di poter vivere così a lungo da potermi vedere proprio nelle condizioni in cui desiderate tanto.

Chissà come vi sentirete bene quel giorno, come sarete orgogliosi! Un bel vanto davanti agli occhi dei vostri figli: “Guarda a papà, Antonio Nalli è cieco come gli ho augurato io tanti anni fa”. O ancora: “E’ sulla sedia a rotelle!”

Quel giorno raggiungerete lo scopo della vostra povera esistenza e sarà molto più bello, più entusiasmante anche di una vittoria allo stesso rally da me tanto “criticato”.

Vedete, la differenza tra me e voi, sta proprio qui.

Detto questo, sul rally posso continuare a pensarla come voglio, è un mio diritto e non mi pare di essere l’unico a cui questo sport non piace. Anche se devo ammettere, e questo è un aspetto simpatico, che forse è l’unico sport che consente a tanti fuori forma, in termini di peso intendo, di poter comunque fare qualcosa.

Il fatto che vi siate scaldati tanto, però, forse nasconde anche quel poco di paura, di consapevolezza, che a Ceccano tante persone cominciano ad essere stufe di questo rally ed in modo particolare delle scorribande notturne di tanti imbecilli, che per settimane intere, precedenti all’evento, contro ogni regolamento, hanno eseguito prove clandestine lungo il tracciato stabilito dalla manifestazione.

Allora, forse, sarebbe il caso che i veri amanti di questo sport, denunciassero per primi loro le illegalità che vengono compiute, anche con regole più severe e sanzioni, nei confronti di chi le infrange.

Dirò di più. Agli organizzatori della manifestazione, rivolgo un invito pubblicamente: per il rally del trentennale, perché non vi adoperate nel preparare una campagna di sensibilizzazione per la guida sicura sulle strade? contro il consumo di alcool o sostanze stupefacenti?

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One response to this post.

  1. Posted by paola on 28 agosto 2014 at 20:59

    Questo rally è d-i-s-e-d-u-c-a-t-i-v-o. Con i soldi raccolti e spesi per questa esibizione di poveracci, potrebbero essere stanziate borse di studio per i tanti bravi ragazzi e brave ragazze che nelle scuole di Ceccano cercano di crescere lontani da queste manifestazioni barbare.

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