Viscolube: idrocarburi a 55mila. Silenzio del Sindaco Maliziola, di Ciotoli e Cerroni…

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Avevano pensato che dopo la denuncia per il presunto reato di diffamazione a mezzo stampa, sporta nei miei confronti dall’Azienda Viscolube Srl, me ne sarei stato in disparte ed in silenzio, come un cacasotto, circondato dal menefreghismo di tanti che in questo paese non hanno il coraggio di parlare di certi argomenti, preferendo mettersi in tasca il contributo, lo sponsor per qualche “bella” iniziativa che gli rendesse merito con un articolo di giornale.

Hanno tentato di farmi sentire come un emarginato, uno sconfitto e mi hanno diffamato in ogni modo possibile, strumentalizzando in primis il ruolo degli operai dell’azienda stessa, alcuni dei quali sono andati in giro per le strade limitrofe della mia abitazione, a chiedere informazioni sul mio conto e dire male parole contro di me.

Certo, tutto ciò non ha contribuito a farmi vivere un bel periodo, lo confesso.

Non sono mancati momenti di ansia, non è mancata quella paura che il postino potesse citofonare alla mia abitazione e consegnarmi l’avviso della Procura della Repubblica del Tribunale di Frosinone di conclusione delle indagini o ancora la richiesta di rinvio a giudizio da parte del Magistrato incaricato.

La denuncia della Viscolube è stato ed è certamente un altolà alla libertà di stampa, ai diritti sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto del Comune di Ceccano, che pochi hanno interpretato e che devo ringraziare pubblicamente, come pubblicamente loro hanno preso le mie posizioni, difendendomi: gli ex consiglieri comunali Stefano Gizzi ed Agostino Ciotoli, per altro di due opposti schieramenti politici.

Ma è stata ed è una denuncia che ha fatto e fa comodo, purtroppo, a molti “politici” che siedono presso il consiglio comunale di Palazzo Antonelli, compresi quelli della minoranza, e che ha contribuito ad impedire lo svolgimento di un consiglio comunale aperto sull’argomento, come del resto proprio il Sindaco Manuela Maliziola, in più occasioni aveva ribadito!

La denuncia, però, è servita e servirà anche a me, per capire e distinguere ancora una volta, dal corso della mia vita, di chi mi posso fidare realmente, di chi è stato e sarà con me leale e sincero, di chi mi è stato vicino e mi ha consigliato, a partire dall’Avvocato dal quale ho scelto di farmi difendere e che ha dimostrato di non essere solo un legale che sa trincerarsi dietro le interpretazioni dei Codici e della burocrazia giudiziaria, ma molto di più: Filippo Misserville.

La denuncia mi è servita per acquisire atti che da sempre mi erano stati negati e che altrimenti avrei costretto a far acquisire dai Magistrati competenti!

Così, seppure ho dato l’impressione di rallentare, “smorzare” la polemica contro un’azienda che rappresenta un vero e proprio gigante, non solo dal punto di vista della disponibilità economica, la verità è che sono stato in giro a reperire, a documentarmi, a leggere e studiare le carte, quelle ufficiali!

Ne ho accumulate tante. Ho speso tanto del mio tempo e diverse centinaia di euro in fotocopie di interi faldoni e duplicazione di materiale multimediale. Soldi che, in un periodo di già elevata crisi economica, nel quale mi ritrovo, purtroppo come tanti giovani miei coetanei e non, disoccupato, ho tolto non solo a me stesso, ai miei hobby, alla possibilità di godermi qualche giorno di vacanza, ma anche a chi mi è vicino, e ciò, per il solo fine di capire, comprendere e spiegare meglio ciò che si cela dietro un marchio da tutti difeso e da nessuno messo in discussione, in primis dalla stampa locale, che riempie le pagine dei propri quotidiani di grandi quantitativi di pubblicità dello stesso marchio, a fronte del versamento di somme di denaro che l’azienda fa, come del resto qualsiasi altro imprenditore o privato che vuole acquisire spazi pubblicitari per promuovere la propria attività.

Ma a cosa serve la pubblicità dell’Azienda Viscolube sulle testate locali, se di fatto non c’è alcun rapporto diretto tra la medesima ed i cittadini, in quanto la stessa non produce un prodotto destinato alla vendita diretta nei confronti degli stessi?

La domanda ha già incuriosito la mente di diverse persone ed in proposito ho avuto, qualche tempo fa, perfino uno scambio di battute con un editore locale, il signor Massimo Pizzuti. In un altro articolo, ve ne farò leggere integralmente il contenuto, anche perché lo stesso mi ha autorizzato a fare della conversazione, avvenuta pubblicamente sul social network di facebook e che in tanti hanno già letto, ciò che voglio!

Ma torniamo a noi… o meglio alle carte, a questi faldoni di documenti che avrebbero dovuto essere già da tempo messi a disposizione della popolazione sul sito internet del Comune di Ceccano, per una maggiore trasparenza nei confronti dei ceccanesi, come il Sindaco Maliziola, da grande paladina dei “consumatori”, quale ha sempre decantato di essere, sono invece rimasti chiusi negli armadi che io personalmente definisco “della vergogna”!

La stessa vergogna di cui dovrebbero tingersi i volti del Sindaco Maliziola e quanti l’hanno preceduta, che conoscono bene i contenuti di questi documenti, ma se ne vedono dal renderli di pubblico dominio, dal sollevare ed innescare il dibattito su tali argomenti in consiglio comunale e nelle commissioni consiliari preposte, perché non fa loro comodo o forse perché hanno paura… anche se di cosa, ancora non lo so.

Forse di una possibile individuazione di correlazione tra l’impatto ambientale di questa azienda, lo stato di inquinamento e l’eventuale incremento di patologie tumorali a danno della popolazione, in un territorio già di per se fortemente inquinato a causa della presenza del fiume Sacco?

Sta di fatto che da alcuni di questi importanti documenti, cui si trovano allegati anche i risultati delle analisi effettuate, trapelano indicazioni che fanno venire i brividi, accapponare letteralmente la pelle. Emergono, in sintesi, dati incontestabili che non sono affatto frutto della mia fantasia e di invenzione alcuna!

Come appunto che nei terreni interni allo stabilimento, gli stessi probabilmente solcati dagli studenti di Ceccano nel corso delle visite guidate e tutt’ora in corso di una bonifica che dura da dieci anni e che sembra non aver prodotto i risultati sperati, sono emerse rilevazioni di idrocarburi spaventose.

55780.0 a fronte di un limite di 750. Qui un articolo de Il Corriere della Sera, che spiega l’impatto sulla salute causato appunto dagli idrocarburi: http://www.corriere.it/salute/dizionario/idrocarburi_inquinamento_da_e_tossicologia_degli/index.shtml

Come mai nessuno parla di tutto ciò?

Cosa fa paura ai consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione?

Ed alla stampa locale? Di perdere forse la pubblicità sui mezzi di informazione e dunque l’incasso di eventuali somme di denaro? O c’è dell’altro ancora?

Certo è che se la situazione della provincia di Frosinone e della Ciociaria in generale è quella che è, lo dobbiamo sicuramente anche ad una classe di giornalisti, di organi di informazione che rinunciano appunto al loro status naturale: informare!

Vendere se stessi e la propria dignità a poteri forti, poteri industriali, contro gli interessi pubblici e la tutela dell’intera collettività, nonché della salute pubblica, è di fatti contro ogni logica, contro ogni morale.

Cosa che io non voglio fare, non perché mi piace autoproclamarmi o incensarmi quale paladino, eroe e non so che altro, di cui certamente sono consapevole fin da ora di poter essere facilmente accusato.

Ma semplicemente perché voglio comportarmi da cittadino onesto, che vuole dare un futuro migliore ai propri figli, ripagando quanti, in primo luogo i miei genitori, mi hanno consentito di studiare e vivere in una situazione migliore di quella che era stata per loro. Mi riferisco in modo particolare a mio padre, che all’età di 6 anni ha perso il suo e che ha vissuto una vita di enormi sacrifici che di certo ha risparmiato a me, non facendomi mancare mai nulla!

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