“Barbari”: Blondet e Ortega avevano ragione. Ad un articolo rispondono con la violenza!

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L’articolo sui “barbari” nel quale avevo riportato alcune riflessioni del giornalista Maurizio Blondet, nonché il pensiero del filosofo Ortega Y Gasset, ha scatenato quelle reazioni che appunto gli stessi Blondet ed Ortega avevano previsto.

Invece di riflettere, pensare di aver sbagliato qualche tipo di comportamento e dunque chiedere scusa, i “barbari” hanno reagito con ciò che riesce loro meglio: la violenza!

Un gruppo di loro, in modo del tutto premeditato, si è presentato la sera dello scorso mercoledì, intorno alle 21:15, sotto la mia abitazione.

Hanno cominciato ad inveire parole offensive contro la mia persona, pronunciando nome e cognome, in modo particolare uno di loro, probabilmente il capo della “tribù”, che mi ha definito testualmente un giornalista di merda e tanto altro ancora di ben più grave.

Non trovandomi in casa, hanno pensato bene di accanirsi su mia madre, aggredendo verbalmente anche lei con parole irripetibili!

Sono arrivati perfino al punto di augurarle la morte… anzi che dico, di condannarla a morte. “Signora devi morire – ha detto testualmente sempre il capo – sei una vecchia e stai sempre dietro la finestra a vedere quello che facciamo noi. Devi morire che campi a fare?!?”.

Privi di ragione, forse eccitati dall’uso di qualche sostanza stupefacente, altrimenti non lo si spiega, hanno continuato e non si sono limitati a questo.

Hanno seguitato urlando a squarciagola che loro a casa mia verranno anche a pisciarci ed a defecare!

Come se nulla fosse, mi hanno chiesto la loro amicizia su facebook e me l’hanno fatta chiedere dalle loro amiche ragazze (convinti del fatto che avrei accettato con maggiore facilità), magari con l’intento, sempre mirato, di spiare il mio profilo, alla ricerca di informazioni sulla mia privata, attraverso le mie foto, forse per scaricarne qualcuna e prepararmi qualche scherzo utile a deridermi pubblicamente.

Tra i loro intenti, infatti, vi è quello di preparare uno striscione contro di me e magari farmelo trovare appeso sotto casa o chissà dove… non so!

Lo hanno annunciato pubblicamente su facebook, dove hanno raccontato anche quello che hanno combinato “arret ai vicoletti da Cipria”, come li chiamano loro, facendo riferimento ad una nota attività commerciale ubicata nei pressi.

E poi ancora, all’interno di una conversazione sempre su facebook, uno di loro fa all’amica: “dai tempo…”. Come a dire: presto ci vendicheremo!

Di nuovo, non contenti, hanno messo su la pagina di un blog di informazione assolutamente falso, copiandola al mio.

Gli hanno cambiato nome, scegliendo “Ciro” al posto di biro. Hanno ritoccato l’articolo che avevo pubblicato, citando gatti e miagolii al posto delle bestemmie e di tutto quello che combinano solitamente loro.

Un atto di una demenza senza precedenti, che dimostra ancor più come sia necessario intervenire per fermarli, prima che sia troppo tardi.

Dico prima possibile, perché ieri si sono accaniti con i miei genitori, considerati, forse per l’età, senz’altro un punto di debolezza all’interno della società.

Domani, però, potrebbero accanirsi verso un loro compagno di scuola, magari timido oppure perché omosessuale, arrivando a fargli pesare la sua condizione di diversità, fino a spingerlo, nella peggiore delle ipotesi, come del resto è già accaduto, ad una vera e propria istigazione al suicidio, esattamente con gli stessi metodi: cercando di trasformarlo in un zimbello, nella vita reale e sul social network!

Ora lo stanno facendo con me. Mi urlano addirittura “carcerato”, facendo un chiaro riferimento alle dichiarazioni scritte nel mio articolo e nella lettera aperta al Sindaco, ovviamente, senza sforzarsi di comprendere il significato metaforico dell’utilizzo di quella parola.

Quello che è accaduto e che continua ad accadere, è di una gravità senza limiti. E sono pericolosissimi, perché non si rendono conto.

Non si rendono conto di commettere, oltre che atti di vera e propria maleducazione, insolenza, bullismo… reati perseguibili in ambito penale, che potrebbero portarli di fronte ad un Giudice, all’interno di un’aula di Tribunale.

Ed insieme a loro, anche i loro genitori, il più delle volte del tutto ignari di ciò!

Hanno, infatti, proferito ingiurie, minacce, ma anche compiuto “cyber bullissimo”.

La cosa grave è che sono convinti di stare ancora dalla parte della ragione, perché appunto non cercano di riflettere, di capire dove possano aver sbagliato. Non cercano di mettersi nei panni degli altri, di comprendere il disagio che posso provare io dentro la mia casa o i miei vicini. Non si pongono il problema se qui, dentro le case vicine alla strada che frequentano giornalmente, vi possano essere delle persone malate, anche in modo grave, di patologie tumorali, che magari hanno bisogno di tranquillità. Non pensano al fatto che queste case possano essere abitate da bambini, ai quali sarebbe meglio non far ascoltare le bestemmie e le imprecazioni che loro pronunciano senza alcun motivo! Del resto che motivo c’è nel bestemmiare?

Pensano solo a se stessi e purtroppo reagiscono in modo istintivo, primitivo ed appunto violento.

Di fronte a tutto questo, ci sono delle evidenti responsabilità. Si fa presto a tirare in ballo la famiglia, ma insieme ad essa non può essere in alcun modo esclusa la Scuola ed ancora le Istituzioni.

In queste ore ho ricevuto diverse mail. Tante persone, alcune delle quali a me per altro sconosciute, mi hanno scritto mostrandomi la loro solidarietà e condividendo in pieno quanto avevo riportato con le riflessioni di Blondet e quelle più filosofiche di Ortega.

Alcuni giovani di Ceccano avvertono e denunciano pubblicamente il malessere che vivono in questa città, che definiscono letteralmente “un paese degradato, senza alcun controllo”.

“Non vedo l’ora di andare via da Ceccano” mi ha scritto Valerio, un altro giovane.

Sono state parole che mi hanno colpito profondamente e fatto provare un senso di dolore.

Dolore perché anche io potevo andare via, ma ho preferito restare qui, investire su questo territorio, creare un’attività. Ma forse è stato solo un grosso sbaglio!

Tante volte, nei contenuti dei miei articoli, sono stato critico con Ceccano. Ma l’ho fatto sempre con l’intento di spronare verso un miglioramento.

Vi confesso che fino a ieri credevo fortemente nella possibilità di un futuro migliore per questa cittadina. Ora provo seriamente sconforto, rassegnazione. Ritengo francamente che non ci sia più nulla da fare.

Ovviamente, non per colpa di questi giovani, ma per l’assenza delle Istituzioni, il più totale menefreghismo di un Sindaco che, avendo ricevuto il testo gravissimo della mia lettera, non si è degnato neanche di farmi un colpo di telefono o chiedermi di recarmi in Municipio per conferire personalmente con lei.

Forse, se avessi scritto a Papa Francesco, avrei già ricevuto una Sua telefonata e una richiesta perfino di scuse.

Siamo davanti ad un fallimento, di cui le giovani generazioni non possono sentirsi responsabili.

Coloro che ci hanno preceduto ed in modo particolare coloro i quali hanno amministrato e governato politicamente questo Comune, non possono tirarsi indietro, perché sapevano, erano stati informati e si sono sempre voltati altrove, facendo finta di nulla.

Non possono tirarsi indietro da queste responsabilità, neanche coloro i quali hanno il compito ed il dovere di monitorare costantemente il territorio. Un compito che non gli è stato conferito dal caso, ma da una scelta ben precisa, svolta autonomamente: servire lo Stato ed i suoi cittadini!

A Ceccano la questione dell’ordine pubblico è stata in più occasioni al centro del dibattito, ma da anni sostanzialmente, non è cambiato nulla. Le cose sono andate via via con il peggiorare.

Per rendersene conto, basta ascoltare questo durissimo intervento dell’ex consigliere comunale Stefano Gizzi, nel corso di una seduta consiliare dell’anno 2009!

Ecco a voi il link per ascoltarlo integralmente: http://www.youtube.com/watch?v=3-97M2CwRfs

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2 responses to this post.

  1. […] Continua a leggere qui https://antonionalli.wordpress.com/2013/08/30/barbari-blondet-e-ortega-avevano-ragione-ad-un-articolo… […]

    Rispondi

  2. Posted by STEFANOGIZZI on 30 agosto 2013 at 20:21

    Da un lato sorprende, ma non troppo, il costante silenzio delle opposizioni sempre pronte a parlare su tutto, ma silenti con costante fermezza, sul tema dell’ORDINE PUBBLICO E DELLA CIVILE CONVIVENZA.

    Rispondi

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