Sindaco Maliziola in bilico. Il bilancio vero banco di prova della “sua” maggioranza

Manuela Maliziola

 

Arriverà al voto sul bilancio? Forse neanche più.

E’ questo ormai l’interrogativo che tiene sul filo del rasoio l’attività amministrativa del Sindaco di Ceccano, Manuela Maliziola.

La votazione sul bilancio comunale, infatti, sembra essere la data ultima per la conclusione di una querelle che a detta di tanti, troppi consiglieri della sua maggioranza, andrebbe ormai avanti da tempo in modo insostenibile, a causa delle sue decisioni da “ducetta”, come ormai viene testualmente definita dai suoi alleati,per via della scarsa partecipazione e coinvolgimento dei consiglieri nelle commissioni consiliari preposte alle scelte decisionali importanti per il governo del territorio.

Accade, invece, che il Sindaco e la sua giunta decidono, votano senza che per ogni questione venga affrontato un serio dibattito nella maggioranza, tra le forze politiche. Accade ancora che i dirigenti agiscono come meglio credono con maggiore ed estrema facilità rispetto al passato, sfuggendo ai controlli del Sindaco stesso, che a distanza di un anno, conservando ancora una decina di deleghe (cultura, urbanistica, gestione rifiuti e raccolta differenziata, personale, polizia municipale, ater ed edilizia popolare, bilancio e finanze, patrimonio), si ritrova ingolfata di lavoro, al punto tale da non ricevere a colloquio neanche i cittadini che si recano in Comune per conferire con lei.

Manuela Maliziola poteva e doveva essere il Sindaco di quella svolta concreta che solo le donne riescono ad attuare nella vita di ogni cosa; il Sindaco di un cambiamento sostanziale del modo di affrontare il governo amministrativo di questa città, in troppe circostanze arresosi ai poteri forti ed “occulti” dell’interesse privato. Poteva e doveva essere il Sindaco della partecipazione allargata dei cittadini, rappresentativo di una più estesa fascia di popolazione, quella che comprende anche tanti giovani studenti universitari e laureati, costretti a migrare, rifugiarsi in altri territori, in quanto a Ceccano mai presi in considerazione, in alcun progetto, proposta di miglioramento della città.

A distanza di un anno nulla di tutto ciò. Spiccano solo il broncio ed un’impostazione severa nei confronti di chi, come magari il sottoscritto, non la scelse come candidato a Sindaco per motivazioni sensate, vista la coalizione di personaggi e poteri che la sostenevano, permettendosi di sollevare questioni serie e muovendo al contempo una critica sensata ad un certo operato amministrativo. Del resto io la Maliziola l’avevo avvisata, più di un anno fa, quando le dedicai pubblicamente la poesia di Vincenzo Misserville “hao scannato gliu porcu”, nella quale parafrasavo la sua disfatta, in quanto il suo volto sarebbe soltanto servito a coprire un malgoverno di decenni!

Il Sindaco Maliziola resterà, in questo modo, quell’amministratore pubblico che porterà di nuovo al Comune di Ceccano il Commissario Prefettizio, nonché all’aumento delle tasse di cui proprio non si può fare a meno e che firmerà quest’ultimo, visto che il bilancio di questa amministrazione proprio non passerà, a meno che non accada qualcosa di veramente grosso, che possa compromettere i vecchi amministratori.

Un aumento dei tributi che era già necessario da tempo, ancor prima dell’inizio della raccolta differenziata porta a porta, quando in pratica l’Ente, attraverso il pagamento della Tarsu da parte della popolazione, non riusciva a coprire neanche il 60% della spesa sulla gestione dei rifuiti… figuriamoci ora che i costi per il “porta a porta” sono incrementati!

Così l’aumento delle tasse arriverà e giustificherà tutti i vecchi amministratori, gli stessi che un anno fa sostenevano il Sindaco in carica e che proprio di un volto “nuovo” come il suo avevano bisogno per tornare a vincere dopo anni disastri, culminati metaforicamente con il crollo anche di una struttura pubblica come il PalaTiberia, simbolo di quanto edificato dai loro governi.

Costoro, potranno ripresentarsi agli elettori di Ceccano non solo assicurando loro una maggiore stabilità di governo, ma ricordando agli stessi che sotto la loro gestione, quella dei “vecchi”, nulla di tutto ciò era mai accaduto… perché anche se è vero che sono vecchi, che stanno lì da 30 anni e forse più, la differenza sostanziale è che loro sanno amministrare, coinvolgere le forze politiche, gestire le commissioni consiliari, discutere anche in modo aspro all’interno della giunta, ma soprattutto, conoscono i meccanismi di una macchina burocratica perfetta, come il governo di un ente pubblico, alla quale stiamo constatando, non basta una semplice laurea per giustificare ogni cosa.

Servono esperienza, concretezza, ma soprattutto determinati attributi che elevano e sottolineano il coraggio… attributi che, mi si consenta, certamente non ha il nostro Sindaco!

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