Viva l’articolo 21 della Costituzione Italiana!

Forse preferirebbero vedermi così, imbavagliato e legato, impossibilitato a dire e scrivere quello che penso!

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Forse vorrebbero che la smettessi di fare domande, di osservare le cose in modo “diverso”…

Forse, vorrebbero più semplicemente, farmi smettere di vivere…

Non è un caso che questo blog prenda il nome da un modello di penna (la prima penna con cui ho imparato a scrivere alle scuole elementari). Non è anche un caso che biro sia l’acrononimo di “Battersi con l’Informazione per Rompere l’Omologazione”. Non è un caso se ho riportato bene in vista la seguente frase descrittiva di questo spazio web: una penna che non scrive è una vita che non vive.

Perché una penna, come una persona, cui si nega il diritto di poter essere se stessa, gli si nega implicitamente il diritto di esistere, vivere, essere, appunto, ciò che si è!

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” – Art. 21, Costituzione della Repubblica Italiana.

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