Inquinamento ed omertà: i due veri nemici di chi vive nella Valle del Sacco!

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L’inquinamento non è il solo ed unico nemico per la popolazione di Ceccano, come del resto per le migliaia di persone residenti nei comuni limitrofi ed in generale nei territori soggetti all’emergenza della Valle del Sacco.

Ad esso, infatti, si aggiunge un problema di tutt’altra natura, di carattere assai più culturale, che sfocia in troppe circostanze, nell’omertà, nel silenzio (di cui troppo spesso si rendono complici rappresentanti delle pubbliche istituzioni), nel negazionismo, nella paura di dover ammettere ciò che da anni ormai denunciamo pubblicamente e che ha contribuito a far passare agli occhi dell’opinione pubblica persone sensibili come dei matti, dei provocatori, degli allarmisti…: l’incremento spaventoso delle patologie tumorali, che colpisce ogni fascia di età!

Dopo la vicenda legata all’autorizzazione concessa all’Azienda Viscolube, di cui a distanza di ormai due mesi dal consiglio comunale dell’8 aprile scorso, aspettiamo la pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di tutti i dati, come pure la convocazione di un consiglio comunale aperto, ne rappresenta, purtroppo, l’ennesimo esempio, quanto accaduto nella mattinata odierna a Ceccano, nel corso di una “tavola rotonda” sull’emergenza ambientale del Sacco, organizzata dal Comune di Ceccano e disertata senza alcuna giustificazione da tutti i medici dell’Azienda Usl (eccezion fatta per qualcuno del servizio veterinario), come pure da alcuni responsabili dell’ufficio commissariale, invitati a partecipare e relazionare dalla pubblica amministrazione locale, guidata dal Sindaco Manuela Maliziola.

Già rinviata, in quanto avrebbe dovuto tenersi nel pomeriggio dello scorso 27 maggio, proprio per garantire una più ampia partecipazione dei suoi relatori, in quella circostanza presi da altri impegni istituzionali, la tavola rotonda a questo punto ha dimostrato il vero interesse che questi personaggi hanno nei confronti di un problema parte integrante di questo territorio e che attanaglia la salute di tantissimi suoi residenti, il più delle volte costretti a veri  e propri viaggi della speranza negli ospedali della capitale e di tanti altri  nosocomi di importanti capoluoghi di provincia fuori regione!

Chi ha partecipato con interesse all’evento, magari liberandosi o sottraendosi anche a qualche impegno personale ed importante, proprio per avere una panoramica migliore della situazione sotto il punto di vista della ricerca e della raccolta dei dati e che dovrebbe vedere la tutela della salute principale obiettivo, si è ritrovato soltanto nello stesso identico punto di partenza, a causa dell’assenza di chi avrebbe dovuto fornire i dati più importanti.

L’apice, in ogni caso, si è raggiunto quando uno dei relatori presenti dapprima ha invitato i cittadini a fare gli esposti alle autorità competenti, nello stesso momento in cui dei partecipanti facevano presente che in terreni interdetti, a tutt’oggi vi si trovano comunque animali che vi pascolano tranquillamente e non dovrebbero e poi ha attaccato i giornalisti, definendo gli stessi come dei “sparacazzate”. Gli stessi giornalisti che in più occasioni hanno pubblicato foto di animali al pascolo dove non si poteva! E nessuno ha mosso un dito: polizie locali, pubblici amministratori, Asl, ufficio commissariale, Magistratura…

pascolo Ceccano - area interdetta

Ma tornando alla questione del rilevamento dei dati, va precisato che l’Azienda Usl di Frosinone in questa vicenda ricopre ora un ruolo determinate e non meno rilevante. Ed è giunto il momento che la stessa tiri fuori tutti i dati, statistici e non, cha ha raccolto fino ad ora e che annualmente censisce nei singoli comuni, monitorando tutte le patologie causa di mortalità tra la popolazione.

Perché questi dati non sono resi di dominio pubblico? Perché non si possono scaricare attraverso il sito internet istituzionale della stessa o dei singoli comuni? E perché se gli stessi vengono a cadenza inviati alle pubbliche amministrazioni locali, che dunque ne conservano copia, l’Azienda Usl non lo rende noto pubblicamente, in modo da smentire i pubblici amministratori, che al contrario asseriscono di non averne?

E’ ora di smetterla con questo sporco gioco dello scaricare ad altrui le responsabilità e di non assumersi le proprie!

L’emergenza che incombe non può più essere sottovalutata. Se con il denaro pubblico stiamo pagando medici e professionisti che non fanno il proprio lavoro, che gli stessi siano lasciati a casa!

E se le forze politiche che governano i territori locali non hanno interesse nell’incalzare seriamente il dibattito verso l’unico orientamento possibile, ovvero quello del fare, ma hanno intenzione di produrre ulteriormente solo nuove ed inutili conferenze, in cui si discute, ma non si fissano e raggiungono obiettivi, allora che tornino a casa anche loro, il Sindaco Maliziola compreso, in quanto la campagna elettorale ormai è finita!

Bisogna soltanto dimostrare alla popolazione che si hanno realmente a cuore gli interessi del territorio in cui si vive, quelli delle future generazioni, e non gli interessi personali o del proprio schieramento politico di appartenenza.

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