Viscolube: il Sindaco Manuela Maliziola fornisce la sua versione sull’autorizzazione

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Ci sono voluti diversi giorni, ma alla fine il primo cittadino ha detto la sua, come era giusto che fosse, sulla delicata e discutibile (almeno nelle modalità) autorizzazione concessa allo stabilimento industriale Viscolube Srl, di poter miscelare oli esausti, alcuni dei quali aventi attestazioni di pericolosità del tipo H7 “Cancerogeno”.

Il Sindaco è intervenuta sulla vicenda rispondendo all’interrogazione che era stata presentata nei giorni scorsi dal consigliere comunale Angelino Stella.

“Con riferimento alla Vostra interrogazione – rende noto Manuela Maliziola – la scrivente fa presente quanto segue:

Il rilascio delle autorizzazioni ai sensi del comma 4, lett. d), dell’art. 29-octies del Dl.gs. 152/2006 è di competenza della Regione Lazio. Alla stessa Regione si è rivolta la Società petrolchimica, che già deteneva un’autorizzazione integrata ambientale (rilasciata sempre dalla Regione Lazio con Determinazione Regionale A102 del 02.04.2008), a seguito della modifica normativa introdotta dal D.gs. 205/2010. Tale innovazione normativa ha imposto l’aggiornamento dell’autorizzazione integrata, che si ripete era già in possesso dell’azienda.

 L’aggiornamento dell’autorizzazione, quindi, era necessaria non per il trattamento di sostanze nuove, né nuovi tipi di oli né nuove sostanze chimiche, ma esclusivamente quale adempimento dovuto per poter mantenere l’operatività antecedente l’entrata in vigore del D.lgs. 205/2010.

Nell’interrogazione si chiede inoltre alla scrivente di dar conto dell’operato dell’Amministrazione comunale nell’ambito del procedimento regionale autorizzatorio, cui l’ente comunale ha partecipato, attraverso l’intervento in una Conferenza di servizi indetta dalla Regione Lazio e tenutasi in data 27 gennaio 2012. Come noto, nella Conferenza di servizi intervengono una pluralità di amministrazioni, portatrici di differenti interessi pubblici, primari e secondari, coinvolti nel procedimento amministrativo.

 Ebbene, all’interno del procedimento oggetto della presente interrogazione, un ruolo fondamentale viene svolto da ARPA Lazio, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio, un organismo tecnico che è deputato per legge (L.R. n. 45 del 06.10.1998) a svolgere attività tecnico-scientifica in materia di inquinamento a supporto dell’azione amministrativa ed istituzionale di Regione, Province, Comuni, Comunità Montane ed Aziende Sanitarie Locali. L’ARPA per compito istituzionale svolge, tra le altre, anche attività di monitoraggio della qualità dell’aria e controllo delle emissioni in atmosfera, sia industriali che di servizio.

 Appare evidente che l’intervento di tale Agenzia nell’ambito del procedimento amministrativo impone due considerazioni.

 La prima è che qualsiasi valutazione tecnico-scientifica in materia di ambiente viene svolta da tale Agenzia e valutazioni differenti da parte di amministrazioni pubbliche diverse, ivi comprese i Comuni, si profilerebbero come attività non legittimamente espletate.

 La seconda considerazione consiste nel fatto che l’Amministrazione locale e con essa i cittadini sono ampiamente garantiti dalle valutazioni fatte dagli organi dell’ARPA, che apportano un contributo unico nelle valutazioni di carattere ambientale, e la Regione come autorità competente.

Riassumendo, può quindi affermarsi che l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Lazio altro non sia che un adeguamento dell’autorizzazione già in possesso della Società petrolchimica, adeguamento che non ha comportato il trattamento di sostane nuove, né nuovi tipi di oli né nuove sostanze chimiche.

 La partecipazione del comune di Ceccano alla conferenza di servizi, ha riguardato la verifica in merito alle funzioni tipiche dell’ente locale (principalmente relative agli aspetti urbanistici e commerciali), nel pieno rispetto delle indicazioni normative regionali (L.R. n. 45 del 06.10.1998, in particolare l’art. 3)  che vedono nell’ARPA il soggetto preposto istituzionalmente ad ogni valutazione tecnico-scientifica in materia di ambientale.

Prima di concludere, la scrivente non può che auspicare, per il futuro, fermo il rispetto del ruolo fondamentale di controllo attribuito dalla legge ai Consiglieri Comunali, che delicate materie siano oggetto di esame nelle sedi istituzionali competenti, prima della pubblicazione sulla stampa di iniziative personali. Tale auspicio ha come obiettivo quello di evitare che venga creato inutile allarmismo nei cittadini di Ceccano, nonché di evitare che nei cittadini dei comuni limitrofi passi un’immagine non corretta della nostra città.

Al fine di rassicurare la cittadinanza, il Sindaco fa presente che l’azienda ha già dato la massima disponibilità a rendere ulteriormente edotto il Consiglio e tutti i cittadini sulle questioni in oggetto.

Per quanto attiene agli atti richiesti, si allega alla presente nota Regionale pervenuta in data 17.09.2012 e relativi allegati, assicurando che gli Uffici comunali sono a Sua disposizione per ogni ulteriore atto ritenesse necessario acquisire per lo svolgimento del suo mandato elettorale”.

Fin qui, dunque, la posizione del primo cittadino, che purtroppo non colma i numerosi interrogativi che la vicenda ha portato a galla in questi giorni, anche perché il contenuto delle dichiarazioni del Sindaco, mettono in evidenza una distanza burocratica, che la stessa pare abbia intenzione di mantenere sulla questione.

Bisogna però tenere ben presenti che amministrando una cittadina di 23 mila abitanti circa, non ci si può lavare le mani come Ponzio Pilato, ma occorre assumersi anche le proprie responsabilità, per far si che non vengano meno i principi su cui è fondato lo stesso Comune ed ai quali si è giurato fedeltà.

Mi permetto quindi di osservare, visto che sono stato quello che più di altri ha scritto sull’argomento, che se da una parte è vero che l’Arpa con i suoi pareri e con le sue analisi, mantiene un monitoraggio sul sito industriale, garantendo che vengano rispettate tutte le prescrizioni dettate dalle Normative in vigore, dall’altra ci troviamo in ogni caso di fronte ad un nulla osta concesso dal Comune di Ceccano, in data 27/01/2012, nonostante l’Arpa Lazio avesse lamentato nei 2 giorni precedenti lo svolgimento della Conferenza dei Servizi, con tanto di lettera ufficiale, la mancanza di documentazione da parte della Viscolube, attinente ed indispensabile al rilascio della stessa autorizzazione!

Vi è poi da fare un distinguo tra l’autorizzazione integrata ambientale e l’autorizzazione a miscelare oli esausti… la cui determina rilasciata dalla Regione Lazio, ad ogni modo è mancante di elaborato planimetrico del sito industriale oggetto della lavorazione, a differenza di altre autorizzazione simili rilasciate dallo stesso Ente e che ho già illustrato nei giorni scorsi (vedi: https://antonionalli.wordpress.com/2013/03/25/viscolube-srl-e-satro-srl-sono-due-le-aziende-recentemente-autorizzate-a-miscelare-dalla-regione-lazio/)

Nessuno vuole creare allarmismo e non accetto quello che il Sindaco definisce impropriamente “pericolo”. L’allarmismo lo crea il silenzio! Operare con maggiore trasparenza, in modo particolare da parte di un’azienda importante come la Viscolube, è però un atto dovuto nei confronti dei cittadini di Ceccano e di chi lavora presso il medesimo stabilimento, che si ricorda essere stato produttivo anche senza l’autorizzazione a miscelare oli esausti, concessa lo scorso 16/10/2012.

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