I Radicali: Sulla Viscolube interrogativi legittimi anche in funzione delle disposizioni indicate dal Codice dell’ambiente

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Michele Latorraca, segretario dell’Associazione Radicale Pier Paolo Pasolini della Provincia di Frosinone, interviene sulla vicenda relativa all’autorizzazione concessa all’Azienda Viscolube, citando il Codice dell’ambiente (Decreto legislativo 03.04.2006 n° 152 , G.U. 14.04.2006) ed in modo particolare l’Art. 3-quater. (1), “Principio dello sviluppo sostenibile”:


1. Ogni attività  umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità  della vita e le possibilità’ delle generazioni future.

2. Anche l’attività  della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell’ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità  gli interessi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione.

3. Data la complessità’ delle relazioni e delle interferenze tra natura e attività  umane, il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell’ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinché  nell’ambito delle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di solidarietà’ per salvaguardare e per migliorare la qualità’ dell’ambiente anche futuro.

4. La risoluzione delle questioni che involgono aspetti ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di garanzia dello sviluppo sostenibile, in modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l’evoluzione degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che possono essere prodotte dalle attività umane.

In definitiva, per Latorraca gli interrogativi fino ad ora posti sono legittimi anche in funzione delle disposizioni indicate dal Codice dell’ambiente, cioè in funzione delle disposizioni normative in vigore.

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5 responses to this post.

  1. Posted by Mario Kempes on 28 marzo 2013 at 19:46

    Complimenti a Latorraca che almeno ha avuto il coraggio di esprimersi.Mi chiedo: ma gli altri partiti, soprattutto quelli di pseudo-sinistra, dove sono?

    Rispondi

  2. Posted by Mario Kempes on 28 marzo 2013 at 21:34

    http://gimle.fsm.it/33/4_sup/13.pdf Leggi il box in alto a destra.

    Rispondi

  3. Posted by Mario Kempes on 28 marzo 2013 at 21:35

    Testuale:

    ” INTRODUZIONE
    In un’importante azienda petrolchimica insistente nel territorio della
    provincia di Frosinone, nel corso della valutazione dei rischi, per motivi
    esclusivamente prudenziali, sono state eseguite una serie di rilevazioni,
    al fine di verificare l’eventuale presenza di radon.
    Le rilevazioni hanno messo in evidenza la presenza di radon, con un
    superamento del limite di esposizione nella zona degli uffici direzionali
    (locale DIR) e amministrativi (Locali SPP, SEGE, ISP).”

    Rispondi

  4. Posted by Mario Kempes on 28 marzo 2013 at 21:38

    OBIETTIVI
    Lo studio, in parte retrospettivo, è stato caratterizzato da:
    • Riscontri strumentali delle concentrazioni di radon indoor rilevate in
    azienda.
    • Analisi delle varie metodiche di bonifica adottate mediante il confronto con i dati rilevati dall’azienda.
    • Campionamenti di controllo per l’ulteriore confronto dei dati.
    MATERIALI E METODI
    • Sono stati utilizzati dei dosimetri forniti dall’ENEA-IRP (laboratorio
    di Bologna), contenenti rivelatori passivi di tracce nucleari (lastrine
    rettangolari di Poly-Allyl Diglycol Carbonato indicato come CR-39)
    alloggiati in appositi astucci.
    • È stato eseguito il campionamento di controllo mediante dosimetro
    attivo Ramon 2.2 realizzato in collaborazione con l’Università di
    Innsbruck.
    Interventi della prima bonifica (2006)
    • Isolamento mediante sigillatura del pavimento.
    • Installazione di un impianto di climatizzazione, per garantire una sovrappressione rispetto all’ambiente esterno.
    Interventi della seconda bonifica (2008)
    • Realizzazione di un vespaio con pozzetto di suzione sotto le fondamenta.
    Interventi della terza bonifica (2010)
    • Per la risoluzione completa del problema il pozzetto di suzione è
    stato dotato di un sistema di aspirazione composto da due aspiratori
    tipo DYNAIR in funzionamento alternato, gestito da PLC e da un
    ventilatore di emergenza che può entrare in funzione manualmente
    in caso di guasto contemporaneo dei due aspiratori principali.
    Gli aspiratori estraggono l’aria dal condotto, posto sotto il pavimento degli uffici, e la convogliano all’esterno, creando un’aspirazione forzata pari a 800 m3
    /h.

    Rispondi

  5. Posted by Mario Kempes on 28 marzo 2013 at 21:39

    AGGIORNAMENTI IN TEMA DI RADIAZIONI
    IONIZZANTI E NON IONIZZANTI
    AR 01
    VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON ED INTERVENTI
    DI RISANAMENTO IN UNA AZIENDA PETROLCHIMICA
    DELLA PROVINCIA DI FROSINONE
    L. Boschero1
    , S. Pompili2
    , M. Ranalli1
    , E. Straccamore3
    , M. Micheli3
    1
    Azienda USL Frosinone – Servizio Pre.S.A.L.
    2
    Laureato TPALL Università “La Sapienza” Roma
    3
    Azienda VISCOLUBE – Ceccano (FR)
    Corrispondenza: Dr. Lucilla Boschero – AUSL Frosinone, Dipartimento
    di Prevenzione, Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro,
    Viale G. Mazzini, 03100 Frosinone – E-mail: lucilla.boschero@libero.it
    RIASSUNTO. Questo lavoro tratta le metodiche di campionamento
    e di bonifica messe in atto da un’azienda petrolchimica insistente nella
    provincia di Frosinone, nella quale è stato rilevato un inquinamento da
    radon.
    Parole chiave: radon, bonifiche, campionatori.

    Rispondi

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