Gli occhi del mondo intero concentrati sul Conclave. Eppure tanti ceccanesi ignorano che avrebbero potuto avere un loro concittadino “Papa”, per davvero!

L’attenzione del mondo intero, non solo dei fedeli cattolici, sarà concentrata a partire dalla giornata di domani, sul Conclave che, con 4 votazioni giornaliere, porterà all’elezione di un nuovo Pontefice di Santa Romana Chiesa, dopo la decisione di Sua Santità Benedetto XVI, di rinunciare al Ministero Petrino e di ritirarsi ad una vita di preghiera e clausura.

Al Conclave parteciperanno Cardinali provenienti da ogni parte del mondo ed all’attesa di conoscere il nome del nuovo Pontefice, si aggiunge anche la speranza, di molti, per l’elezione di un Papa italiano.

L’ultimo Pontefice italiano fu Giovanni Paolo I (Albino Luciani), il cui pontificato durò soltanto 30 giorni.

A precedere Papa Luciani, Paolo VI (Giovanni Battista Montini), che succedette a Giovanni XXIII portando quindi a termine il Concilio Ecumenico Vaticano II, avviato negli anni del Pontificato precedente.

Paolo VI scelse il nome di Paolo perché “amò Cristo in sommo grado, si sforzò di portare il suo Vangelo a tutte le genti, e per amore di Cristo offrì la sua vita”

La storia della Chiesa e dei Conclavi in modo particolare, ci fornisce, però, un suo predecessore. Un predecessore, a noi ceccanesi molto più vicino di quanto potremmo immaginare.

Paolo VI, infatti, era il nome che avrebbe dovuto prendere il Cardinale di Ceccano, Pasquale Tommaso Gizzi, che, nel corso del Conclave conclusosi con l’elezione di Pio IX, fu addirittura scambiato per il Papa realmente eletto. Una notizia questa che all’epoca scatenò una serie di reazioni inimmaginabili, non solo tra la sua servitù, che per tradizione distrusse tutti i suoi abiti cardinalizi, provocando allo stesso 8mila scudi di danni, ma nella sua Ceccano, dove i suoi concittadini festeggiarono a lungo nella piazza centrale, oggi Piazza XXV Luglio, facendo suonare a festa le campane di tutte le Chiese, bevendo calici di vino e partendo con una delegazione per la Capitale, al fine di essere presenti, il mattino seguente, alla cerimonia di ufficializzazione (l’Habemus Papan cui ci hanno abituato i mezzi di comunicazione di massa), che allora si teneva presso il Quirinale (in quel periodo ancora residenza del Papa), al punto di registrare, dopo la delusione, anche qualche zuffa con i fedeli romani, di fronte all’amara sorpresa!

A darcene notizia sono documenti storici e libri sulla storia della Chiesa, in modo particolare degli autori Giacomo Martina, Carlo Falconi e Stefano Gizzi, che mi permetto di riportare:

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La partecipazione del Cardinale Gizzi, ma in generale di un porporato ceccanese ad un Conclave, non resta e non è un caso isolato. Ceccano, infatti, vanta nella sua storia ben 7 Cardinali di Santa Romana Chiesa. Tra essi anche Stefano De Ceccano, che partecipò al Conclave che portò all’elezione di Papa Innocenzo III.

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