Alatri riscopre Pirandello

In pochi ne sono a conoscenza, eppure lo scrittore e premio Nobel, Luigi Pirandello, fu membro della commissione di esame che nel 1904,  venne istituita presso il Liceo Ginnasio di Alatri, come organismo di controllo.

A darne testimonianza, nel corso della rassegna teatrale in memoria dello stesso Pirandello, che sta avendo luogo in questi giorni proprio nella cittadina di Alatri, è il registro scolastico dell’Istituto, che riporta oltre alla firma in calce dello scrittore siciliano, anche il giudizio da parte dello stesso sul rendimento degli studenti.

Il suo voto più alto fu il 7, a dimostrazione di come lo stesso possa esser stato molto esigente nei confronti di coloro che all’epoca, si apprestavano ad affrontare questo importante percorso per il loro cammino formativo e culturale.

Il registro, custodito all’interno di una teca lignea e di vetro, è stato esposto al pubblico proprio in occasione della rassegna teatrale dedicata allo scrittore, all’interno dell’antico Chiostro di San Francesco, promossa dall’Associazione Culturale Malamente.

Centinaia sono stati i curiosi che hanno potuto osservare da vicino l’antico registro, apprestatosi a diventare, a sua insaputa, il più prezioso per la storia dell’istituto e della città.

Ed è proprio nei confronti del primo cittadino di Alatri, che ci siamo permessi di consigliare una maggiore valorizzazione e promozione dello stesso,ad oggi sconosciuto perfino a tanti residenti della stessa città, che però negli ultimi anni in Ciociaria, ha dimostrato di essere uno dei territori più attivi in fatto di riscoperta storico, artistica e culturale.

Vale la pena  menzionare gli studi del Cristo nel labirinto, che hanno attirato l’attenzione di media nazionali e non, arrivando a conquistare importanti spazi perfino nei programmi Rai, o delle mura poligonali che caratterizzano la città.

In questo contesto, la possibilità di valorizzare e rendere onore ad uno dei più importanti scrittori italiani del 900, magari anche con un Premio Letterario, può e deve rappresentare un punto di partenza importante, che vale la pena sfruttare al meglio, a vantaggio di un territorio che ha bisogno di crescere ulteriormente, ma soprattutto che ha “sete” di cultura.

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