Monumento rinvenuto distrutto… così Ceccano onora le vittime degli anni di piombo.

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Sono stati individuati e rinvenuti nella mattinata di ieri, i resti della lapide del monumento alle vittime del terrorismo di viale della Libertà, di cui ne era stata denunciata la scomparsa soltanto nelle 24ore precedenti.

Fatta completamente a pezzi, da ignoti, senza un motivo preciso, se non quello dell’accanimento nei confronti della memoria. La memoria delle vittime, ma anche la sofferenza dei loro familiari ed i principi di democrazia che la Costituzione garantisce.

I pezzi di marmo sono stati raccolti uno ad uno e si trovano ora conservati presso i locali di deposito comunali.

Stando ad alcune indiscrezioni, il loro riassemblaggio sembra un’ipotesi quasi da scartare, visto che mancherebbero anche alcuni frammenti e con molta probabilità dovrà essere realizzata una nuova lapide e dunque una nuova incisione.

L’episodio, che in un primo momento era passato inosservato agli occhi della maggior parte dei cittadini, è ora al centro di un vero e proprio dibattito pubblico.

Si discute, in particolar modo, sull’origine dell’accaduto e si cerca di poter dare una chiave di lettura a tutto ciò.

Il professor Pietro Alviti, ad esempio, partendo da un ragionamento sulla conoscenza del monumento stesso, teme la possibilità di un gesto tutt’altro che di natura vandalica ed apre la strada delle ipotesi addirittura alla mano di qualche “nostalgico”. <Le ipotesi – ha reso noto il professore – si restringono, grazie proprio alla totale insignificanza del monumento nella cultura dei ceccanesi. I sospetti naturalmente gravitano su chi in quegli anni , che furono definiti di piombo, sosteneva in qualche maniera le “ragioni” dei terroristi, infischiandosene del dolore delle vittime e delle loro famiglie. Abbiamo esempi illustri. Ed è chiaro che in tempi di crisi qualcuno possa pensare a quei tempi come a momenti eroici invece che alla vigliaccheria di azioni compiute contro persone innocenti>.

Di tutt’altro avviso, invece, l’ex Sindaco Aldo Papetti, per altro promotore della realizzazione del monumento stesso, in quel lontano 1980.

<Non so dare una spiegazione all’accaduto, ma non credo in un gesto di origine terroristica. Posso dire di essere molto rammaricato. Fui io l’ideatore della realizzazione di questo monumento. Ricordo bene – ha raccontato l’ex Sindaco Papetti – di essere stato contattato da Ferrara, padre del giornalista Giuliano, all’allora segretario regionale del Pci, che mi invitò personalmente, come per altri rappresentanti istituzionali del partito, a promuovere iniziative tese a diffondere la cultura contro la lotta armata ed il terrorismo. Mi venne in mente la realizzazione di questo monumento, ricavato all’interno di un’area riqualificata dopo la realizzazione della bretella stradale che collegava il centro storico a via Gaeta e che intitolammo anch’essa alla memoria di uno dei martiri più indiscussi del terrorismo: Aldo Moro>.

Aldo Papetti ed il professore Pietro Alviti, però, convergono su un particolare, ovvero quello di una reazione immediata da parte del Comune e delle istituzioni, con il ripristino dello stato dei luoghi.

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