Assessore? No, grazie! :-)

Non sarò assessore al Comune di Ceccano, non farò parte della giunta che siederà al fianco del neo Sindaco, l’Avvocato Manuela Maliziola.

La notizia falsa, diffusa nei giorni scorsi, strumentalizzata politicamente ed in modo vergognoso da alcuni esponenti del sistema partitico di ambo gli schieramenti, che non hanno perso tempo per infangare la mia persona, con diffamazioni ed ingiurie di cui presto si troveranno a dover rispondere nelle sedi competenti, trova ora una netta presa di posizione che oltre a sminuirla, la fa ritenere solo una delle tante ipotesi circolate, per altro tra le più fantasiose.

Se avessi avuto intenzione di fare politica, avrei scelto, qualche mese fa, di candidarmi in prima persona a sostegno del candidato Sindaco la cui proposta programmatica per Ceccano, era la più vicina alla mia “idea di città” e sviluppo della stessa, nonché, a quelle che per anni sono state le iniziative che ho portato avanti con determinazione e senza alcuna presunzione di protagonismo.

Non fa parte del mio bagaglio umano, culturale e morale, saltare sul carro del vincitore. Non lo è stato mai.

Preferisco mantenere fede a quelli che sono sempre stati i miei principi, i miei valori e le mie idee, distanti anni luce dalle logiche dei partiti e dalla spartizione del potere a tutti i livelli! Stare alla larga da chi ha consentito in questi anni una cementificazione selvaggia del territorio e da chi ha permesso un indebitamento dell’Ente, anche attraverso la mancata richiesta di somme di denaro che le casse comunali aspettano da tempo. Mi riferisco più precisamente agli oltre 20mila euro che una cooperativa deve da anni al Comune di Ceccano e di cui spero che il nuovo Sindaco troverà il giusto rimedio, anche a fronte della crisi economica che ovviamente investe anche gli Enti locali.

Preferisco stare inoltre alla larga da chi utilizza la politica come una professione lavorativa che crea reddito e mi conforta la posizione assunta solo negli ultimi giorni dall’ex conigliere comunale del Pdci Agostino Ciotoli, che solo dopo essere rimasto “scottato” personalmente è arrivato a queste stesse conclusioni.

Non mi aspettavo il così elevato clamore che la notizia su questo presunto assessorato, ha di per sé suscitato nell’arco di sole poche ore.

Il professor Pietro Alviti mi ha fatto sapere che il suo blog è arrivato a contare ben 1200 letture in un solo giorno, superando di gran lunga anche il vergognoso crollo del Palazzetto dello Sport di Ceccano, per il quale hanno taciuto e continuano a tacere tanti vigliacchi e falsi moralisti che invece negli ultimi giorni hanno trovato modo di aprire la bocca sparlando sul mio nome.

Sul sito internet Ceccano 24, invece, si contano all’incirca 700 letture ed un numero di condivisioni che ha oltrepassato le 500.

Numeri ed attenzione che difficilmente sono riscontrabili per notizie del tutto simili, anche per chi ha sfiorato i 600 voti al consiglio comunale e che hanno scaturito l’entusiasmo di tanti amici e conoscenti che hanno espresso pubblicamente la stima nei miei confronti.

Proprio la stima di queste persone, tra le quali molte delle menti più eccelse e tra i più affermati professionisti, mi lusingano non poco.

Mi riferisco all’astrofisico di fama mondiale, il dr Gianluca Masi, al dottor Vincenzo Guerrucci, uno dei più bravi medici della nostra provincia, allo stesso professore Pietro Alviti ed al professor Piero Venditti, agli avvocati Claudio Barletta, Davide Bruni, Gianluca Masi e Filippo Misserville.

Non voglio poi dimenticare le belle parole espresse nei miei confronti dagli amici Andrea, Federica, Juri, Kristian, Lorenzo, Loriana, Luigina, Marco, Michele, Romeo, Veronica e Willy.

Non mi aspettavo le decine di sms sul cellulare e messaggi nella posta elettronica.

Mi ha colpito molto una mail ricevuta da una ragazza, di nome Chiara, che conoscevo solo di vista: <<per me eri già assessore alla cultura nel momento in cui hai aperto l’unica libreria di Ceccano, offrendo una sorta di spiraglio di luce a questa che non è una città, ma ancora un paese di provincia, specie per quanto riguarda la mentalità delle persone che lo abitano>>.

Parole queste che hanno lasciato un segno, perché non nego di essere stato dispiaciuto per la provvisoria chiusura della libreria di cui sono stato titolare.

Libreria che è stata prima e vera risposta non ad una città che ha bruciato il “Codice da Vinci”, ma ad uno scarso interesse generale per la cultura e la valorizzazione del territorio.

Parole che certamente cancellano altre utilizzate da taluni, solo per darsi una propria esistenza e strumentalizzare una notizia falsa, ideata per farmi zittire e perdere credibilità per le battaglie importanti che sto portando avanti ormai da mesi, per il bene di questo territorio.

Costoro, infatti, avrebbero potuto essere figure ideali per un film del calibro de “La paura mangia l’anima” di Rainer Werner Fassbinder, il quale mette bene in evidenza il pregiudizio delle persone e la sua “incisività” all’interno della società.

La straordinaria capacità di spettegolare, di stare a ciarlare per ore, giorni interi su fatti e persone senza conoscerle minimamente, avrebbe certamente incuriosito il regista germanico tra i pionieri del Nuovo Cinema Tedesco degli anni 70 ed 80 , che pure aveva già dedicato delle pellicole al temperamento di questo branco di falliti ed invidiosi, che infettano la nostra società.

<<L’invidioso – scriveva Giovanni Papini – è un velenoso che s’avvelena. Distilla da tutto il suo esser liquor maligno, che poi beve tutto, goccia a goccia per sé.

Sente gioia del dolore altrui e dolore dell’altrui gioia, ma i suoi piaceri son turbati e brevi mentre il soffrire  aspro e costante. Soffre nel vedere il bene o quel  che gli sembra bene degli altri; soffre per la smania di veder tolto agli altri quel bene; soffre per timori che l’invidiato acquisti un bene nuovo di più; soffre quando sente lodare chiunque quel danno dell’invidiato che a lui, invece, fu conforto.

L’invidia estrema talvolta lo porta all’odio, ch’è tormento e pericolo anche maggiore; o lo condanna all’amaro masticamento della misantropia segregante; o lo spinge, per superare gl’invidiati, a un’inquieta e forse frodolenta conquista di ricchezze e di fama. Ma il male maggiore gli viene dall’immaginazione che di tanto gigantifica le fortune altrui quanto impiccinisce le sue, si ch’egli non vede, non sente, non gode più i beni propri, tutto preso e teso com’è nello spiare ed astiare quelli dei prossimi. Non può sopportare la ricchezza altrui e intanto s’impoverisce; non può vedere la letizia altrui e sempre più rattrista sé; non può patire l’altrui grandezza e perde anche la poca sua che possiede e potrebbe avere. L’invidia, insomma, consiste nel togliere a sé, quel che si vorrebbe togliere altrui, nel procacciare a se stessi quella pena e quell’abbassamento che si desidera negli altri.

Ed è tanto dura punizione di se stessa che gl’invidiati, se hanno generosa l’anima, son costretti a compiangere que’ medesimi che l’invidiano…>>.

Una critica, infine, sento di sollevarla anche nei confronti di quei rappresentanti del centro destra che in questi ultimi giorni, sull’onda della diffamazione generale e partitica nei miei confronti, hanno osato cavalcare anche loro la notizia.

Solo in questi ultimi giorni, infatti, costoro hanno riconosciuto che il mio orientamento politico potesse coincidere con il loro. Prima di allora non ero neanche considerato un interlocutore credibile ed affidabile per costruire le basi di una grande coalizione, nonché governo alternativo per la città.

Questa notizia spero sia motivo di riflessione anche per gli esponenti del centrodestra di Ceccano, che di errori, nel corso di questa campagna elettorale, ne ha fatti non pochi, pagandone ora le conseguenze più tristi ed amare.

Già un anno fa avevo intravisto questo epilogo e cercato di proporre una soluzione che coinvolgeva i movimenti di cittadini e di giovani, attraverso la candidatura di una persona nuova ed esterna, un volto, appunto, della società civile.

In definitiva al sistema dei partiti (centro destra e centro sinistra), non devo nulla, al contrario di tanti altri. Entrambi, hanno solo cercato di annientarmi, quasi come un nemico giurato.

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